Amaranto

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AMARANTO

un film di Manuela Cannone ed Emanuela Moroni
con Verena Schmid, Franco Lorenzoni, Etain Addey, Alida Nepa, Saviana Parodi, Serge Latouche
sceneggiatura: Manuela Cannone ed Emanuela Moroni
fotografia: Claudio Valerio, Emanuela Moroni, Tiziano Bernardini
montaggio: Annalisa Forgione, Emanuela Moroni ● musiche: Gioacchino Balistreri
produzione: Raya Visual Art
distribuzione: Fairmenti
Italia, 2018 ● 80 minuti

giovedì 13 giugno alle ore 21.30 proiezione speciale alla presenza Piero Magri
(direttore generale Terre di mezzo Editore e direttore Fa’ la cosa giusta!)
e chiacchiere via skype con le registe Manuela Cannone e Emanuela Moroni.

tra utopie e concrete speranze, un inno al legame inscindibile tra l’uomo e la Terra e il ritratto di cinque vite che hanno intrapreso cammini fuori dai percorsi tracciati.

Amaranto è un racconto in cinque tappe della vita di un essere umano. I protagonisti sono Verena Schmid, ostetrica promotrice del parto naturale, Franco Lorenzoni, maestro di scuole elementare, Etain Addey, contadina, scrittrice ed esponente del bioregionalismo, Alida Nepa, referente del cohousing San Giorgio Di Ferrara e Saviana Parodi, biologa e permacultrice. Le loro storie offrono lo spunto per riflettere su scelte di vita lontane da quelle convenzionali e più vicine ai reali bisogni dell’essere umano e del pianeta.

«In un’epoca segnata da gravi crisi ambientali e sociali abbiamo scelto di rivolgere lo sguardo verso chi sta cercando di costruire e immaginare un mondo diverso, un mondo in cui ad ogni essere umano è riconosciuto il suo valore, dove è dato spazio alla comunità ed è ristabilita la profonda connessione che ci lega al pianeta Terra. Nascere, conoscere, viaggiare, abitare e rinascere, trovano un nuovo significato attraverso le storie di chi nella vita ha scelto il  cambiamento, allontanandosi dall’immaginario collettivo. Amaranto parte da qui, dalla possibilità di andare oltre ciò che diamo per scontato, per raccontare una possibilità del cambiamento praticabile da ognuno di noi.» (Emanuela Moroni, Manuela Cannone)

«Il percorso dove ci conducono le due registe Emanuela Moroni e Manuela Cannone si condensa in circa un’ora e venti minuti di pellicola ed è straordinario come in così relativamente poco tempo le due riescano a riversare efficacemente sul pubblico un lavoro durato tre anni, alla ricerca di frammenti di vita e di testimonianze sulla possibilità di un’organizzazione diversa da come conosciamo oggi il lavoro, le relazioni, l’economia, la famiglia e la gestione del territorio. (…) Il cinema spesso è una frontiera avanzata che indaga su mondi conosciuti, talvolta anticipa quelli sconosciuti. Da questo punto di vista Amaranto è grande cinema e frontiera avanzata, come lo sono le storie che racconta.» (Roldano Cisternino, Anonimacinefili.it)