ANCORA UN GIORNO ● dal 25 aprile

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ANCORA UN GIORNO ● ANOTHER DAY OF LIFE

un film di Raul de la Fuente e Damian Nenow
tratto dal romanzo “Ancora un giorno”
sceneggiatura: Raúl de la Fuente, Damian Nenow, Amaia Remirez, Niall Johnson, David Weber
montaggio: Raúl de la Fuente ● fotografia: Raúl de la Fuente, Gorka Gómez Andreu
musica: Mikel Salas
produzione: Platige Image, Kanaki Films, Puppetworks Animation Studio
distribuzione: I Wonder Pictures
Polonia, Spagna, Germania, Belgio, Ungheria, 2019 ● 80 minuti

v.o. in inglese, portoghese, polacco, spagnolo, con sottotitoli in italiano

2018: Festival di Cannes  (concorso Miglior Documentario) ● Biografilm Festival: premio del pubblico
European Film Awards: Miglior film di animazione

un emozionante racconto tra doc e animazione tratto dal romanzo “Ancora un giorno”, scritto da Ryszard Kapuściński durante il viaggio durato tre mesi che il celebre reporter ha intrapreso attraverso l’Angola martoriata dalla guerra.

Nel 1975, in piena Guerra Fredda, i portoghesi lasciano le colonie africane. L’Angola, però, non è un territorio facile, il petrolio fa gola, e il paese è spaccato in due. Tra i sostenitori dell’MPLA, il movimento di liberazione marxista-leninista, e quelli dell’UNITA, sostenuti dagli Stati Uniti, scoppia la guerra civile e il conflitto monta rapidamente su scala internazionale. Ryszard Kapuściński, giornalista della Polonia socialista, è lì, nel mezzo dell’assedio di Luanda, dove infuriano il caso e la paranoia, la “confusão”, e dove ama essere, perché quella è la sua missione. Convincerà i suoi superiori a lasciargli tentare di raggiungere il fronte meridionale, dove il generale Farrusco, con un manipolo di pochi uomini, sta portando avanti una resistenza che ha dell’incredibile.

«Anch’io ho trascorso molto tempo in Africa, sin da quando ero giovane, e ho sempre seguito un po’ le sue orme. Era un vero eroe per me. Ho sempre visto i suoi libri come dei film. Un giorno mi sono detto, ma perché non farci davvero un film? Con il mio produttore e il mio co-sceneggiatore abbiamo poi detto: meglio ancora, perché non farci un film d’animazione? Il suo mondo è così poetico, così fantastico, così surreale. E la storia è così romantica. E l’era, gli anni ’70, ci ha aperto incredibili possibilità estetiche. Inoltre, queste sequenze animate ci permettevano di entrare nella mente di Kapuściński, di avvicinarci il più possibile alle sue paure, alla sua poesia. L’animazione ci permetteva di sognare.» (Raul de la Fuente)

«L’animazione offre anche alcune scene oniriche che danno sostanza agli incubi descritti da Kapuscinski e dai suoi compagni dell’epoca, traumatizzati dalle atrocità di cui sono testimoni. […] Alle sequenze animate si mescolano alcune (rare) immagini d’archivio, così come interviste contemporanee di alcuni attori e testimoni del tempo, e riprese attuali dell’Angola, come un’eco alla storia. Questo approccio visivamente ibrido si ritrova a livello narrativo, arricchendo un racconto che oscilla tra la biografia e il documentario storico.» (Aurore Engelen, Cineuropa)