l’assoluto presente

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l’assoluto presente

un film di Fabio Martina
con Yuri Casagrande, Gil Giuliani, Claudia Veronesi, Francesca Tripaldi,
Marco Foschi, Federica Fracassi, Bebo Storti, Umberto Galimberti
sceneggiatura: Fabio Martina, Massimo Donati, Alessandro Leone
fotografia: Giorgio Carella ● montaggio: Dario Piombo ● musiche: Silvia Furlani
produzione: Circonvalla
distribuzione: Lo Scrittoio
Italia, 2017 ● 82 minuti

v.o. in italiano

mercoledì 21 febbraio ore 21.40 serata speciale
ospite in sala il regista Fabio Martina

una fotografia cruda e amara del mondo giovanile dell’Italia di oggi, nell’ “assoluto presente” fatto di incertezza e stato d’ansia perenne per quello che verrà.

lunedì 26 febbraio
18:40

Il film, ambientato e girato a Milano ai giorni nostri, è la storia di tre ragazzi sui vent’anni, Cosimo, Riccardino e Giovanni. A bordo di un Suv percorrono le strade deserte del centro città. All’improvviso fermano l’autovettura in prossimità di un parco, scendono e aggrediscono un passante, apparentemente sconosciuto, in cui si sono casualmente imbattuti.

«Il vero protagonista del film è il vuoto emotivo, affettivo, progettuale, incarnato nei volti, nei corpi, negli spazi fisici, dei giovani protagonisti; la macchina da presa cinematografica, partecipe, ma distaccata, con la sua capacità di avvicinarsi e cogliere ogni micro variazione espressiva, è ideale per costruire un racconto intimo, narrato attraverso un linguaggio visivo inesprimibile a parole. […] Il vuoto interiore dei personaggi riverbera esteriormente nei vuoti architettonici metropolitani, attori principali nella costruzione del senso del film, amplificati e distorti maggiormente dall’uso di ottiche grandangolari. Milano, con le sue piazze, le lunghe strade, l’architettura moderna, le periferie deserte e abbandonate, le fabbriche dismesse, la sua altera eleganza, ma anche la prerogativa di porre in anticipo le importanti questioni etiche e morali del nostro tempo, è la location naturale per ospitare le vicende del film, come una metropoli europea indifferente ed estranea, ma in fervente attesa del cambiamento che verrà. » (Fabio Martina)

«Fabio Martina, con la collaborazione per la sceneggiatura di Massimo Donati e Alessandro Leone, offre allo spettatore uno sguardo raggelato (ma proprio per questo tagliente) su Milano e su uno spaccato di gioventù che certo non intende rappresentare ‘i giovani’ nella loro totalità ma che non si ritrae neppure dalla constatazione anche di questo tipo di realtà. La cronaca si incarica spesso di darcene conto ma il cinema, se ben scritto, diretto e recitato può fornirci un impatto molto più forte. Vedere L’assoluto presente è come osservare “La lezione di anatomia” di Rembrandt perché viene messo a nudo ciò che la nostra società tende a occultare e che si manifesta spesso in quelle interviste da TG in cui gli autori di crimini efferati vengono descritti come persone ‘normali’ da chi li ha conosciuti in precedenza.» (Giancarlo Zappoli, mymovies.it)