BABY GANG

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BABY GANG

un film di Stefano Calvagna
con Daniele Lelli, Raffaele Sola, Gianluca Barone
sceneggiatura: Stefano Calvagna ● fotografia: Matteo de Angelis
montaggio: Roberto Siciliano ● musiche: Mauro Paoluzzi
produzione: Calvagna
distribuzione: Lake Films
Italia 2019 ● 85 minuti.

giovedì 29 agosto proiezione inaugurale: ospiti in sala il regista Stefano Calvagno e membri del cast

Stefano Calvagna continua la sua esplorazione delle periferia romana con un racconto essenziale, asciutto e privo di retorica: e il cinema si conferma strumento d’indagine prezioso e insostituibile.

giovedì 29 agosto
21:40

Giorgio e Marco sono teenager e amici fraterni. Entrambi fanno parte di una baby gang, ovvero un gruppo di ragazzi dediti alla piccola delinquenza quotidiana: furti, rapine, spaccio, botte ai tifosi delle squadre opposte, consumo dissennato di alcool e droghe, e in generale tutti quelli che a Roma vengono definiti “impicci”. La gang di Giorgio e Marco decide di allargare il proprio raggio d’azione alla baby prostituzione, “avviando” le amiche coetanee e inventandosi loro protettori, così come alla clonazione delle carte di credito, approfittando del fatto che Giorgio lavora come cameriere in una trattoria. Completa il quadro l’acquisto di quei “ferri” che rendono ancora più pericoloso l’operato dei baby gangster, e servono a derubare i clienti delle baby prostitute.

«(Il film) Mi è venuto in mente dopo tutti i ripetuti fatti di cronaca inerenti al bullismo e alle baby gang che negli ultimi anni si sono incrementati notevolmente. Un argomento che non era stato ancora affrontato né a livello cinematografico, né televisivo, in cui ho pensato di mandare un segnale forte e un messaggio sociale importante. Ho improvvisato ogni giorno quello che mi veniva in mente, cercando di dare un senso logico alla storia. Non è stato facile. Ne ho fatte tante di follie, ma questa, a un certo punto, mi ha fatto pensare che, forse, non ce l’avrei fatta a far montare un’opera così. La segreteria di edizione è impazzita, alla fine non sapeva cosa scrivere nei bollettini da passare al montatore. Al montaggio, invece, il bravo Roberto Siciliano ha saputo incastrare con le mie indicazioni tutto il girato, e con alcune integrazioni abbiamo portato a casa il film.» (Stefano Calvagna)

«Lo sguardo del regista romano è personale e calato nel suo tempo, e qui forse la cosa risulta ancor più evidente che nei precedenti film. Nel suo carattere collettivo, nella sua voglia di rappresentare l’aspetto quotidiano, minuto e quasi spiccio, della vita criminale dei suoi giovani protagonisti, Baby Gang si svincola dai legacci della struttura di genere, configurandosi come un dramma volutamente privo di epica. Malgrado gli intenti descrittivi e illustrativi – ma non pedagogici – del film, non c’è nella sua struttura una vera parabola.» (Marco Minniti, Quinlan.it)