Beautiful things

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BEAUTIFUL THINGS

un film di Giorgio Ferrero, Federico Biasin
con Van Quattro, Danilo Tribunal, Andrea Pavoni Belli, Vito Mirizzi, Vittoria De Ferraris, Andrea Valfrè`
sceneggiatura: Giorgio Ferrero ● fotografia: Federico Biasin
montaggio: Enrico Aleotti, Federico Biasin, Giorgio Ferrero, Filippo Vallegra
musiche: Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore ● costumi e scenografie: Anna Neretto
produzione: Mybosswas
distribuzione: Wanted Cinema
Italia, Svizzera, Stati Uniti, 2017 ● 95 minuti

v.o. in inglese con sottotitoli in italiano

2017, Mostra del Cinema di Venezia: Giuria Arca, under 26, miglior film italiano
2018, CPH:DOX: WAVE Award

giovedì 11 aprile, proiezione speciale alla presenza del regista Giorgio Ferrero

Un viaggio, una storia in quattro atti dove immagini, parole e suoni sono insolubili tra loro. Quattro mondi che si intersecano in cui perdersi. Arriva al Beltrade la stordente sinfonia visiva sugli oggetti e sul processo di dis-umanizzazione dell’uomo. Tra i migliori documentari di Venezia 2017.

martedì 23 aprile
18:20

Van è un manutentore di pozzi petroliferi. Lavora nel deserto, all’interno di un grande giacimento in Texas. Danilo è capo macchina su una nave cargo. Vive ogni giorno nel cuore dello scafo dove risiede un mastodontico motore. Andrea è uno scienziato. Ha passato la propria vita tra le formule matematiche e il silenzio delle camere anecoiche. Vito ha trascorso metà della propria vita gestendo slot machine. Oggi è il responsabile di un’immensa fossa di rifiuti in cemento armato. Questi uomini sono inconsapevolmente alla base della sequenza di creazione, trasporto, commercializzazione e distruzione degli oggetti che alimentano la bulimia del nostro stile di vita. Gli oggetti di cui pensiamo di aver bisogno ogni giorno iniziano e finiscono il loro viaggio all’interno di luoghi industriali e scientifici isolati e spettrali. Questi uomini sono monaci all’interno di templi di acciaio e cemento e ripetono ogni giorno nel silenzio e nella solitudine la stessa liturgia meccanica, convivendo con i propri fantasmi. Lei e Lui sono una coppia come tante. Hanno passato la vita ad accumulare oggetti fino a un punto di saturazione. Sono cresciuti nel boom della televisione commerciale, sono la prima generazione a essersi emancipata attraverso Internet. Oggi hanno quarant’anni e sono alla ricerca di una via d’uscita. Lei e Lui siamo noi. E non abbiamo mai sentito parlare di loro.

«Beautiful Things è un viaggio, una storia in quattro atti dove immagini, parole e suoni sono insolubili tra loro. Quattro mondi che si intersecano in cui perdersi. I protagonisti del film conducono vite lontanissime dalle nostre ma i loro fantasmi nell’armadio ci fanno sentire parte di un unico disegno.Il film è stato scritto con un approccio musicale, come una partitura in cui le note, le immagini e le parole hanno lo stesso peso e ognuna cerca la propria geometria tra le righe. Il film è dedicato a noi che non sappiamo vivere senza collezionare oggetti semi inutili. A noi tossici viziosi, bulimici accumulatori. (…) A noi che accettiamo l’idea che la vita possa precederci ma non che i nostri oggetti ci possano sopravvivere. Questo film è un modo per sfuggire il nostro stile di vita da cui non riusciamo ad uscire in alcun modo.» (Giorgio Ferrero)

«Documentario, film-saggio, riflessione filosofica, sinfonia visiva. Abbraccia tutto questo Beautiful Things, così come trova degli echi in certe tradizioni, quali le sinfonie delle città tipiche degli anni Venti. Ma lo fa in una maniera così personale e in certo senso mai-vista che si potrebbe anche dire che Ferrero sia riuscito a creare un nuovo genere. Lo snodo fondamentale viene probabilmente dal fatto che Ferrero è un musicista ed è dunque partito dalla musica e dal ritmo, dal tempo-scena, per concepire il suo film diviso in quattro movimenti/capitoli. Dall’uno all’altro si assiste al processo di nascita, trasformazione e morte degli oggetti – e del contemporaneo dissanguamento della Terra (…)» (Alessandro Aniballi, Quinlan.it)