Butterfly

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BUTTERFLY

un film di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
con Irma Testa, Lucio Zurlo, Emanuele Renzini, Ugo Testa, Simona Ascione
fotografia: Giuseppe Maio ● montaggio: Giogiò Franchini e Alessandro Cassigoli
musiche: Giorgio Giampà ● fonico di presa diretta: Paolo Giuliani ● sound design: Matteo Bendinelli
produzione: Indyca e Raicinema
distribuzione: Istituto Luce Cinecittà
Italia, 2018 ● 80 minuti

v.o. in italiano

Festa del cinema di Roma, 2018: sezione Alice nella città

venerdì 5 aprile alle ore 21.40: proiezione speciale alla presenza della campionessa Irma Testa
e dei registi Alessandro Cassignoli e Casey Kauffman

vieni a scoprire la storia di Irma, giovane campionessa di pugilato, e della sua guida Lucio: il maestro e la farfalla, due anime e una sola passione in un ritratto ricco di umanità e intensa dolcezza.

martedì 23 aprile
16:50

Irma Testa, a soli 18 anni, è la prima donna pugile ad arrivare alle Olimpiadi, un risultato straordinario per una ragazza cresciuta in una delle zone più povere e malavitose di tutta Napoli. Più Irma va avanti nel suo percorso, più diventa fragile come persona, e così, dopo una sconfitta schiacciante ai Giochi Olimpici di Rio, inizia a chiedersi se il pugilato rappresenti davvero il suo futuro. Irma deve ancora tracciare la proprio strada, ma deve prima fare i conti con la sua vita personale che ha messo da parte per così tanto tempo.

«Per un altro lavoro siamo capitati nella palestra del maestro Lucio, e per puro caso un pomeriggio abbiamo conosciuto Irma. Aveva solo 14 anni, ma abbiamo riscontrato in lei una sensibilità impressionante: nella mezz’ora di sola chiacchiera che abbiamo fatto con lei sono emerse tutte le potenzialità per fare un film su di lei. Abbiamo conosciuto una ragazza normale, nel mezzo di una fase della vita che tutti affrontiamo a un certo punto con il suo carico di domande: ma in lei era tutto moltiplicato all’ennesima potenza, dovuto tanto al suo contesto di provenienza quanto al mondo sportivo da lei frequentato. A quel punto abbiamo anche capito che non importava più di tanto una sua vittoria o meno nella competizione agonistica: avremmo comunque avuto davanti a noi un soggetto speciale da raccontare.» (Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman)

«Il film riesce a tenersi lontano dalla retorica e dall’enfasi dei prototipi più celebrati. I sacrifici e il rigore con cui Irma porta avanti la sua missione, così come l’impegno nel mantenere unità ciò che resta della nucleo famigliare, diventano allora il principio regolatore dello sguardo con cui Cassigoli e Kauffman vi si rivolgono. “Butterfly” non si dimentica di fare politica e di denunciare lo stato delle cose, ma lo fa senza proclami e sempre come conseguenza di qualcos’altro, regalandoci l’opportunità di farci conoscere la purezza di due anime come quelle di Irma e dl Lucio, allenatore e maestro di vita settantottenne (una specie di don Milani laico), da cui, come spettatori, si fatica a prendere congedo. Il fatto poi di dare spazio alla protagonista invece che limitarsi ad ascoltarla produce un’energia che induce a non arrendersi e funziona come antidoto alla cupezza del presente. In concorso ad Alice nella città – sezione autonoma della Festa del cinema di Roma, “Butterfly” è un capolavoro d’umanità. Meglio di così il cinema italiano non poteva iniziare.» (Carlo Cerofolini, ondacinema.it)