Cinema novo

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Cinema novo

un film di Eryk Rocha
con Nelson Pereira dos Santos, Carlos Diegues, Joaquim Pedro de Andrade,
Glauber Rocha, Leon Hirszman
sceneggiatura: Eryk Rocha, Juan Posada ● fotografia: Renato Valone, Eryk Rocha
montaggio: Renato Valone ● musiche: Ava Rocha
produzione: Diogo Dahl
distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione
Brasile, 2016 ● 92 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

Cannes 2016: Occhio d’Oro – miglior documentario

negli anni 50 e soprattutto 60 in Brasile si afferma una nuova onda cinematografica, giovani cineasti “con una cinepresa in mano e un’idea in testa”: è la nouvelle vague del nuovo mondo, raccontata in questo intrigante sguardo del cinema sul cinema

Un saggio poetico che esplora uno dei più importanti movimenti cinematografici dell’America Latina attraverso le testimonianze e le versioni dei suoi principali protagonisti, con brani tratti dai principali film di quella filmografia. Il film si immerge nell’avventura creativa di una generazione di cineasti che ha inventato un modo nuovo di fare cinema in Brasile dove, negli anni sessanta, con una camera a mano e un’idea in testa, gli autori del movimento del cinema novo realizzarono i loro film con l’ambizione di cambiare il mondo. Era un’epoca in cui arte, utopia e rivoluzione camminavano insieme. Un’avventura di creatività, amicizia e anticonformismo. Nuove idee che presentavano nuove immagini del Brasile nel mondo. Un modo che mostrava un’attitudine politica combinando insieme arte e rivoluzione. Il movimento aveva l’obiettivo di creare un modello di cinema che, più che le sale, percorresse le strade a fianco del popolo brasiliano.

«Cinema Novo è stato un movimento brasiliano che ha dato molti frutti, sia esteticamente che intellettualmente. Ha proposto una rappresentazione rivoluzionaria della realtà del Paese. Un nuovo approccio che ha portato i cineasti sulle strade per stare a fianco del popolo
brasiliano, includendo nuove forme di linguaggio per creare nuovi modelli estetici e culturali del Brasile in nuovi territori. Qual è l’immagine del Brasile? Cosa filmare? Come filmare? Domande riformulate, partendo da una nuova linea politica, che unisce arte e rivoluzione. » (Eryk Rocha)

«Il figlio di Glauber Rocha, Eryk, ha portato al Festival di Cannes, nella sezione Cannes Classics, un film che omaggia il movimento, intitolato semplicemente Cinema novo, e che riesce a restituirci, sia pure solo in parte (e non poteva essere altrimenti), la forza destabilizzante di quel cinema.
Scegliendo di lavorare solo sul repertorio e alternando estratti dai film con interventi e riflessioni dell’epoca ad opera degli esponenti del movimento, Eryk Rocha evita il meccanismo classico del documentario sul cinema – che è quello di palesarsi nel didatticismo di interviste a macchina fissa – e preferisce piuttosto viaggiare su un tono elegiaco e surreale, quasi ipnotico, che meglio si sposa proprio con l’immaginario incarnato dall’oggetto del suo discorso.
Perciò, in Cinema novo non vi è una rigida strutturazione in capitoli, né vi sono spiegazioni ex cathedra o pomposamente nostalgiche di quegli anni, quanto piuttosto un tentativo – ovviamente impossibile, ma non per questo meno affascinante – di ricostruire l’interezza del movimento attraverso una poetica del frammento, di piccoli lacerti visivi che si accostano gli uni agli altri e che fanno venir subito voglia di tornare a rivedersi titoli come Barravento, Antonio da Mortes, Garrincha Alegria do Povo, Cara a cara e di recuperare tutti quelli che invece non si è ancora riusciti a vedere.» (Alessandro Aniballi, Quinlan.it)