CLIMAX

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CLIMAX

un film di Gaspar Noé
con Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile,
Claude-Emmanuelle Gajan-Maull, Giselle Palmer
sceneggiatura: Gaspar Noé
fotografia: Benoît Debie ● montaggio: Gaspar Noé, Denis Bedlow
produzione: Rectangle Productions, Wild Bunch
distribuzione: Mial Vision con Europictures
Francia, Belgio, USA, 2018 ● 95 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

V.M. di 18 anni

Festival di Cannes: Un Certain Regard,  premio CICAE

presentato a Cannes nel 2018, arriva finalmente in Italia CLIMAX di Gaspar Noé,  qui al culmine della sua capacità di immergersi nell’incubo. Vertigine pura.

venerdì 19 luglio
11:10

sabato 20 luglio
11:20

domenica 21 luglio
16:20

martedì 23 luglio
22:00

mercoledì 24 luglio
13:00

A metà degli anni Novanta, venti giovani danzatori si riuniscono per una prova di tre giorni in un collegio in disuso. Presto l’atmosfera diventa elettrica e una strana follia li travolge. Si renderanno conto di essere stati drogati ma non sanno da chi o perché. La situazione segue un continuo crescendo e mentre alcuni si sentono in paradiso, molti di loro vivono l’inferno.

«Sono sempre stato affascinato da situazioni in cui il caos e l’anarchia improvvisamente esplodono, sia le risse per strada, sia le sedute sciamaniche potenziate da sostanze psicotrope, o feste in cui tutti i partecipanti perdono il controllo a causa del troppo alcol. Lo stesso vale quando giro. La mia soddisfazione sta nel fatto di non scrivere o preparare nulla in anticipo, e cercare il più possibile di far accadere le situazioni proprio di fronte a me, come in un documentario. E ogni volta che entra in scena il caos sono ancora più felice e so che questo genererà immagini di una potenza reale, più vicino alla realtà che al cinema.» (Gaspar Noé)

«Forse è una sfida fare tanti film mutanti tutti insieme. Che ribaltano il concetto di tempo. in un unico spazio. Dove comincia? Dove finisce? La nascita e la morte. L’euforia e la disperazione. Climax è frenesia, estasi, tormento e tenebre. Visivamente potentissimo. Strutturalmente estremamente audace. Con un piano sequenza inarrestabile in un ballo collettivo senza respiro. Tra Erik Satie e i Rolling Stones. In un clima di festa, di colori che esplodono. Fame che incrocia Michael Bay. Stessa visione estrema di un cinema del corpo che possono diverntare automi, macchine. O viceversa. Con i corridoi stretti, debolmente illuminati che riportano a Irréversible. E una sessualità accesa e sfrenata. Dove i sensi e il desiderio fisico prevalgono sui pensieri della mente.» (Simone Emiliani, sentieriselvaggi.it)