Cold Case Hammarskjöld ● LUX FILM DAYS I

/ / Aperitivo, Lux

Cold Case Hammarskjöld

un film di Mads Brügger
con Mads Brügger, Clarinah Mfengu, Saphir Wenzi Mabanza, Göran Björkdahl, Hilding Björkdahl,
Margareth Ngulube, Custon Chipoya, Abraham Kunda, Jacob Phiri, John Ngongo
sceneggiatura: Mads Brügger ● fotografia: Tore Vollan
montaggio: Nicolás Nørgaard Staffolani ● musiche: John Erik Kaada
produzione: Peter Engel, Bjarte Mørner Tveit, Andreas Rocksén, Bram Crols
distribuzione: Wingman Media ApS, Piraya Film A/S, Laika Film & Television
Danimarca, Svezia, Norvegia, Belgio, 2019 ● 128 minuti

v.o. inglese, francese, svedese, bemba con sottotitoli in italiano

2019 – Sundance Film Festival: World Cinema Directing Award: Documentary;
Premio Lux: Finalista; Filmfest München: ARRI/OSRAM Award – Special Mention

prenota il tuo posto, scrivi a prenota@cinemabeltrade.net

È il sesto anno per i LUX Film Days al Cinema Beltrade: tre serate a ingresso gratuito, dal 19 dicembre al 16 gennaio, in compagnia del grande cinema europeo.

Il Premio LUX del Parlamento europeo è il più alto riconoscimento delle Istituzioni europee per il cinema, i tre film della selezione ufficiale vengono infatti distribuiti in tutti e 28 gli Stati membri, nelle 24 lingue ufficiali attraverso i LUX Film Days

dalle 20.00, prima di ogni film aperitivo al barBRILLO (a pagamento)

IL PROGRAMMA DEI LUX FILM DAYS

► giovedì 19 dicembre ore 21.00
COLD CASE HAMMARSKJOLD di Mads Brügger (Danimarca, Svezia, Norvegia, Belgio, 201) 128 minuti

► giovedì 9 gennaio ore 21.00
EL REINO di Rodrigo Sorogoyen ( Spagna, Francia 2018) 122 minuti

► giovedì 16 gennaio ore 21.00
GOD EXISTS, HER NAME IS PETRUNYA di Teona Strugar Mitevska
(Macedonia del Nord, Belgio, Slovenia, Croazia, Francia, 2019) 100 minuti

giovedì 19 dicembre
21:00

Il documentario investiga sulla morte, avvenuta nel 1961, del Segretario generale delle Nazioni Unite, lo svedese Dag Hammarskjöld. Il suo aereo si schianta al suolo al momento dell’atterraggio: nell’incidente, che desta sospetti sin dall’inizio, muoiono Hammarskjöld e la maggior parte dell’equipaggio. Il gruppo era in volo verso la Repubblica Democratica del Congo, scossa da una grave instabilità politica, con tentativi di rivolte e scissioni. Rimasto irrisolto, cinquant’anni dopo il caso viene riaperto dal giornalista e cineasta danese Mads Brügger, determinato a scoprire la verità, e dall’investigatore privato svedese Göran Björkdahl. Una pellicola che ci ricorda come fare cinema possa sollecitare la presa di coscienza pur restando esilarante, avvincente e profondamente umanista.

«[l’interesse per la storia di Hammarskjöld] E’ cominciato per caso, nel 2011, quando lessi un articolo su Göran che era alla ricerca degli ultimi testimoni locali dell’incidente. Lo invitai a incontrarci in Danimarca, anche per capire se fosse un mitomane che crede alle teorie di cospirazione più assurde, e invece ho trovato una persona molto logica, razionale, che guarda le cose con lo giusto scetticismo, lo svedese più svedese che ci sia. C’era questa misteriosa lastra di metallo ritrovata da suo padre e c’erano le testimonianze della popolazione locale, così ho pensato ci fosse una storia dietro. Quando andai all’Istituto cinematografico svedese a illustrare il progetto, la persona con cui parlai era quasi commossa, perché trovava singolare che un uomo danese volesse fare un film su Hammarskjöld, che in Svezia è chiamato “il signore della pace”: così mi hanno dato i soldi per fare il film. All’inizio pensavo che fosse un progetto semplice e che si sarebbe concluso presto, invece è diventata un’impresa titanica con molti dubbi, domande e momenti di disperazione.» (Mads Brügger)

«Mads Brügger ha consegnato uno dei film di maggior impatto (…) di quest’anno. Incorporando diversi segmenti animati, in bianco e nero, il film di Brügger ci ricorda come il cinema possa essere una forza che innalza la coscienza. E in più, è anche esilarante, affascinante e profondamente umanista.» (David Katz, cineuropa.it)