COSÌ PARLÒ DE CRESCENZO

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COSì PARLÒ DE CRESCENZO

un film di Antonio Napoli e Serena Corvaglia
con Luciano De Crescenzo, Renzo Arbore, Isabella Rossellini, Bud Spencer, Lina Wertmüller
sceneggiatura: Antonio Napoli ● fotografia: Serena Corvaglia, Manolo Cinti
montaggio: Varo Venturi, Serena Corvaglia ● musiche: Paolo Vivaldi
produzione: Bunker Hill
distribuzione: Bunker Hill
Italia, 2016 ● 76 minuti

v.o. in italiano

Biografilm Festival: evento speciale

scrittore, attore, regista, ingegnere… Luciano De Crescenzo ripercorre la sua intensa vita nel film COSì PARLÒ DE CRESCENZO di Antonio Napoli che realizza un tuttotondo di una personalità traboccante e complessa.

Nato a Napoli, Luciano De Crescenzo dopo aver studiato e lavorato 20 anni come ingegnere presso la IBM ha iniziato la sua carriera come scrittore e divulgatore di successo della filosofia e mitologia greca. Luciano è stato anche disegnatore, fotografo, sceneggiatore, regista, attore, presentatore televisivo e poeta. Tra il presente e il passato, il film ci trasporta lungo un viaggio alla scoperta di un grande uomo contemporaneo, storico compagno di avventure di Renzo Arbore, amico di Federico Fellini, spesso chiacchierato per i suoi flirt con bellissime donne tra cui l’amica di sempre Isabella Rossellini. Attraverso la sua vita, i suoi libri e i suoi film, Luciano De Crescenzo ci trasmette con emozione tutta la potenza delle preziose qualità che più lo contraddistinguono: Semplicità, ironia e un’infinita gioia di vivere.

«Raccontare tutto Luciano De Crescenzo in un film è un’impresa impossibile. Questo purtroppo non mi è stato chiaro fin dall’inizio, e infatti durante il primo anno di lavorazione ho cercato di inserire in montaggio un po’ di tutto. (…) Si perché Luciano De Crescenzo è stato tutto ed il contrario di tutto, è stato diavolo ed acqua santa. (…) Quindi ho deciso di invertire la rotta e costruire un racconto che fosse “qualitativo” piuttosto che “quantitativo”, dove quindi avrei tralasciato la gran parte della sua opera e degli avvenimenti della sua vita straordinaria, in favore invece di una maggiore focalizzazione su l’uomo, sulla sua sensibilità, sulla sua natura più profonda e forse anche meno conosciuta, e che è alla base di così tanta “quantità”. (…) Così ho deciso di raccontare Luciano De Crescenzo un po’ come Kane di “Quarto Potere”, e cioè mettendo in luce la complessità del personaggio tramite le descrizioni ed i racconti delle diverse persone che hanno fatto parte della sua vita privata e professionale, quindi attraverso estratti della televisione, del suo cinema, e delle sue opere, in modo da consentire allo spettatore di scoprire – o ri-scoprire – De Crescenzo con i propri occhi.» (Antonio Napoli)

«Avere come cognome Napoli per girare un film su De Crescenzo è sicuramente di buon auspicio e il risultato finale ne ha tratto vantaggio. Perché la città ha permeato e permea la vita del protagonista tanto da fargli dire, con battuta pronta, a uno sconosciuto che si dichiara di Genova: “Mi dispiace”. Con lo scorrere dei minuti però anche chi non conoscesse lo sceneggiatore, regista, attore e scrittore (43 libri tradotti in 19 lingue) avrebbe modo di accorgersi che l’ingegnere IBM (20 anni di servizio) non si è mai chiuso in una dimensione dialettal-provinciale ma, grazie a un approccio culturalmente di spessore, ha saputo offrire uno sguardo che va oltre Posillipo e il Vesuvio.» (Giancarlo Zappoli, MYmovies.it)