La danza della realtà

/ / Senza categoria

La danza della realtà
La danza de la realidad

un film di Alejandro Jodorowsky
con Alejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Pamela Flores
Jeremias Herskovits, Bastián Bodenhöfer, Adan Jodorowsky
sceneggiatura: Alejandro Jodorowsky ● fotografia: Jean-Marie Dreujou
montaggio: Maryline Monthieux ● musiche: Adan Jodorowsky
produzione: Caméra One, Le Soleil Films
distribuzione: Garabombo
Cile, Francia, 2014 ● 130 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

lunedì 23 luglio
19:30

martedì 24 luglio
21:50

Un esercizio di autobiografia immaginaria. Nato in Cile nel 1929, nella cittadina di Tocopilla dove il film è stato girato, Alejandro Jodorowsky si è confrontato con un’educazione molto dura e violenta, in seno a una famiglia sradicata. Sebbene i fatti e i personaggi siano reali, la finzione supera la realtà in un universo poetico dove il regista reinventa la sua famiglia e particolarmente il percorso di suo padre fino alla redenzione, riconciliazione di un uomo e della sua infanzia. Jodorowsky traccia qui l’affresco di un’esistenza che esalta, al di là di ogni misura, le potenzialità dell’essere allo scopo di rifiutare i limiti dell’immaginario e della ragione, e di risvegliare il capitale di trasformazione della vita che si trova in ciascuno di noi.

«Per me questo film è come una bomba atomica mentale. (…) Non è solamente un film, ma anche una forma di guarigione familiare, poiché tre dei miei figli ci recitano dentro. Torno alla sorgente della mia infanzia, nel luogo stesso dove sono cresciuto, per reinventarmi. È una ricostruzione che parte dalla realtà ma mi permette di
cambiare il passato. Abbiamo girato il film proprio nel paese della mia infanzia, Tocopilla, che non è cambiato da 80 anni a questa parte, nella via dove si trovava la bottega dei miei genitori. (…) Quando ero bambino questa città mi ha rifiutato a causa del mio aspetto fisico: avevo la pelle bianca, il naso a punta, mi chiamavano Pinocchio, ero figlio di emigrati ebrei russi nel bel mezzo di un territorio acquisito dalla Bolivia e popolato di indios. Ero dunque un mutante, per gli abitanti. Non avevo
nessun amico e ho passato la mia infanzia chiuso in biblioteca a leggere tutti i libri che c’erano. Nel film faccio vedere come i bambini si burlavano del mio sesso circonciso. Grazie alle riprese del film e ai miglioramenti che abbiamo apportato alla città, sono diventato finalmente il salvatore, il figlio ideale di Tocopilla. Mi hanno rilasciato anche un diploma. Sono l’eroe che ha portato il filtro magico per salvare il suo popolo, e questo filtro magico è il cinema.» (Alejandro Jodorowsky)

«» ()