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dell’arte della guerra

by bah_prod_editor / martedì, 14 marzo 2017 / Published in Chiacchiere, Ospiti

dell’arte della guerra

un film di Luca Bellino e Silvia Luzi
con gli operai della INNSE
soggetto: Luca Bellino e Silvia Luzi ● Fotografia: Luca Bellino, Giorgio Carella, Vania Tegamellli
Montaggio: Luca Bellino ● Musica: Nicolò Mulas, Gianmaria Testa
produzione: Kino Produzioni, Indieair Films, TFilm ● distribuzione: Lab 80 films
Italia, 2012 ● 84 minuti

v.o. italiano

una serata a sostegno degli operai della INNSE
che saranno in sala per raccontare la loro storia di lavoro e lotta

VII IFF di Roma: Premio biblioteche di Roma, Miglior documentario di narrazione
Docucity 2013: Premio del pubblico e menzione speciale della giuria
Mediterranean Film Festival 2014: Grand Prix ● Napoli Film Festival: Premio Avanti!

La INNSE è di nuovo in lotta. Il padrone della fabbrica ha portato gli operai in tribunale. Gli operai hanno deciso di rispondere udienza per udienza, ma i costi sono elevati.

I registi mettono a disposizione delle sale il film per una serata di sottoscrizione, alla presenza di una rappresentanza degli operai: un’occasione per dare sostegno alle persone finite sotto processo per le azioni di rivendicazione dei loro diritti.

23 marzo-20:00

Milano, agosto 2009: quattro operai salgono su un carroponte a 20 metri d’altezza all’interno del capannone della Innse, la storica Innocenti di Via Rubattino, l’ultima fabbrica ancora attiva all’interno del Comune di Milano. Vogliono fermare lo smantellamento dei macchinari e impedire la chiusura della fabbrica. Il capannone viene circondato da centinaia di poliziotti e in poche ore arrivano sostenitori da tutta Italia. I quattro operai restano per otto giorni e sette notti, a più di 40 gradi, sospesi in uno spazio di pochissimi metri quadri.
Il film, pluri-premiato in diversi festival cinematografici italiani e internazionali, racconta una lotta operaia senza precedenti attraverso una narrazione avvincente che tiene gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultima scena. I registi alternano il materiale d’archivio sugli otto giorni di lotta trascorsi sulla gru all’analisi dei protagonisti messa in scena nei luoghi simbolo di un secolo di storia industriale italiana, un’archeologia definita dal critico cinematografico Mario Sesti “un set postatomico”. Ma “Dell’Arte Della Guerra” non è solo il racconto di una lotta operaia. È anche un “manuale di resistenza”, la definizione di una “strategia di guerra sociale”.

«Volevamo costruire un saggio sulla lotta. Abbiamo creato un manuale in quattro mosse: individuare il nemico, formare un esercito, difendere il territorio, costruire una strategia. É un paradigma attuabile ad ogni forma di lotta: un saggio di politica e guerriglia». (Silvia Luzi e Luca Bellino)

«Dell’arte della guerra richiama Machiavelli e – sin dal font del titolo, che è quello della Innocenti – vuole essere un manuale di lotta nel territorio della fabbrica. Un luogo che sembra repellere il cinema italiano, l’esposizione universale, l’immaginario contemporaneo. Gli operai della INNSE sono le figure esemplificative e insieme gli estensori del testo: il film ricostruisce la loro storia, tramite la cronaca dei materiali d’archivio, e raccoglie le loro testimonianze. Ricordando agli occhi di chi guarda le fabbriche svuotate e alle orecchie di chi ascolta le loro voci che quello di lotta di classe non è un concetto estinto, ma è solo negato dall’ideologia del tardocapitalismo. Quattro atti (Individuare il nemico. Formare un esercito. Difendere il territorio. Costruire una strategia.) che affermano un modus operandi politico cosciente che umilia la dinamica pubblicitaria, la richiesta del caso umano che cerca l’eco dei media e ne viene sfruttato. Reclamando Marx e Sun Tzu, i quattro si scontrano con le immagini, con il miserere livido del paesaggio industriale, con le rovine delle fabbriche dismesse che sono i teatri abbandonati dei loro monologhi, le macerie di un mondo obliato. E vincono.». (Film Tv)

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