Diamantino – il calciatore più forte del mondo

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DIAMANTINO – IL CALCIATORE PIù FORTE DEL MONDO

un film di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt
con Carloto Cotta, Cleo Tavares, Anabela Moreira,
Margarida Moreira, Chico Chapas, Joana Barrios
sceneggiatura: Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt
fotografia: Charles Ackley Anderson
montaggio: Gabriel Abrantes, Raphaëlle Martin-Holger, Daniel Schmidt
musiche: Adriana Holtz, Ulysse Klotz
produzione: Maria & Mayer, Les Films du Bélier, Syndrome Films, Filmes do Tejo
distribuzione: I Wonder Pictures
Portogallo, Francia, Brasile, 2018 ● 92 minuti

v.o. portoghese con sottotitoli in italiano

festival di Cannes 2018: settimana della Critica

Diamantino, l’opera prima di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt che ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes, è una commedia intelligente sull’Europa di oggi tra movimenti xenofobi di estrema destra, crisi dei migranti e culto delle celebrità.

Diamantino è un prodigio del pallone. Toccato dalla grazia in campo, fuori campo l’attaccante portoghese è un idiota sublime che non comprende nulla delle forze politiche che agitano il suo Paese. A un passo dalla Coppa del Mondo, perde la sua magia e sbaglia il rigore decisivo. Abbandonato dai tifosi e dal padre, che muore di infarto, Diamantino cade nella rete delle sorelle, gemelle sadiche, e di un complotto dell’estrema destra, che progetta di clonarlo per formare una super nazionale. Ma la palla è rotonda come l’amore che arriva dal mare e ha il volto di un ‘rifugiato’, un’agente dei servizi segreti venuta a ficcare il naso nelle sue finanze. Niente va come previsto e l’imprevisto è davvero mai visto…

«Volevamo un personaggio semplice, iconico, carismatico, come Balthazar in Au Hasard Balthazar. Volevamo la coppia romantica più improbabile, divertente e sexy, come Katharine Hepburn e Cary Grant in Susanna! Volevamo una descrizione politica schizofrenica che rispecchiasse la follia della nostra realtà, un po’ alla South Park o Vogliamo vivere! di Lubitsch fino ad Iron Man. Volevamo una favola come Cenerentola. Diamantino è un’icona, un mito, che si ritrova dentro una storia d’amore affascinante e improbabile, imbrigliato in una miriade di macchinazioni politiche, ma “tutto è bene e quel che finisce bene”.» (Gabriel Abrantes)

«Manipolazioni genetiche, transumanesimo, crisi dei rifugiati (il protagonista ne adotta uno), il calcio come nuova estetica di massa, il culto della celebrità, la sorveglianza globalizzata, i nazionalismi esacerbati, la rimonta delle destre estreme, il capitalismo sfrenato, c’è tutto questo e ancora nel film di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt.» (Marzia Gandolfi , mymovies.it)