EASY RIDER

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EASY RIDER

un film di Dennis Hopper,
con Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson, Antonio Mendoza, Phil Spector, Luana Anders,
Sabrina Scharf ● sceneggiatura:  Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern
fotografia: Laszlo Kovacs ● montaggio: Donn Cambern ● musiche: Mike Deasy
produzione: Raybert Productions, The Pando Company
distribuzione: Cineteca di Bologna
Stati Uniti, 1969 ● 95 minuti

edizione restaurata in v.o. inglese con sottotitoli in italiano

1970, Academy Awards, due nomination agli Oscar ● Cannes FF, Miglior Opera prima

torna per il suo 50° compleanno, in edizione restaurata per la sala cinematografica, “IL” Road Movie per eccellenza, che incarna i valori migliori dello sguardo cinematografico americano e dà corpo al racconto mitico della conquista materiale e spirituale, nell’orizzonte fisico e nella libertà interiore. un film su cui non troverete recensioni ma solo saggi…

venerdì 20 settembre
22:00

sabato 21 settembre
11:00

lunedì 23 settembre
20:00

martedì 24 settembre
11:00

Da ovest a est: Wyatt e Bill (Peter Fonda e Dennis Hopper, entrambi anche sceneggiatori del film), dopo aver trasportato un quantitativo ingente di droga dal Messico, attraversano gli States sui loro chopper nuovi fiammanti diretti al carnevale di New Orleans. Quintessenza del road movie e sintesi della cultura hippy, un viaggio nella decadenza dell’American Dream, nei nuovi sogni ribelli, tra donne, sesso, motociclette, stupefacenti e ottima musica rock. Poi c’è anche una sottile trama con una morale, che trova la sua perfetta sintesi alla fine del film. E lascia un terribile amaro in bocca. Indie fino al midollo, costò due lire e incassò milioni diventando la bandiera di un’intera generazione, prototipo da imitare mille volte, un “film-genere”.

«Iniziai e girai il film in cinque settimane e mezza. Laszlo Kovacs disse che erano le riprese meglio organizzate che avesse visto. Ma il fatto è che alla fine mi ritrovai 80 ore di girato che non avevo visto, perché non avevo mai avuto tempo di guardare i giornalieri. Ho dovuto fare un lavoro terribile, al montaggio, mi ha preso più di un anno. E mentre guidavo verso lo studio di postproduzione, ascoltavo della gran bella musica alla radio: Steppenwolf, Jimi Hendrix, The Byrds. Ascoltavo tutti quei brani e tagliavo l’immagine in base all’immagine, non al sonoro. Poi quando ho messo dentro un brano come “Born to be Wild” ci stava alla perfezione. Ma quando vedi il film, la storia è raccontata attraverso la musica, non il dialogo. è stata una delle cose che hanno funzionato.» (Dennis Hopper)

«Un’opera che – finalmente – parlava di giovani, ai giovani, con il linguaggio dei giovani. Mettiamola così, se non ci fosse stato Easy Rider (…) a cambiare l’atteggiamento delle major nei confronti di una nuova generazione di autori (e di pubblico), probabilmente non esisterebbero i vari Coppola, De Palma, Scorsese, Altman, Lucas. In una parola non ci sarebbe la New Hollywood. Lo aveva capito Cannes che (più all’avanguardia e lungimirante ieri di oggi) ha premiato il film come miglior opera prima, lo aveva capito l’Academy che ha nominato Easy Rider per due Oscar: migliore sceneggiatura originale (buffo perché il copione veniva improvvisato giorno per giorno sul set) e Jack Nicholson come attore non protagonista, primo passo che lo avrebbe portato a diventare il mostro sacro che conosciamo.» (Benedetta Bragadini, rollingstone.it)