Girl

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Girl

un film di Lukas Dhont
con Victor Polster, Arieh Worthalter, Oliver Bodart, Tijmen Govaerts, Katelijne Damen
Valentijn Dhaenens, Magali Elali, Alice de Broqueville, Alain Honorez
sceneggiatura: Lukas Dhont, Angelo Tijssens  ● fotografia: Frank van den Eeden
montaggio: Alain Dessauvage ● musiche: Valentin Hadjadj
produzione: Dirk Impens
distribuzione: Teodora film
Belgio, 2018 ● 105 minuti

v.o. fiammingo, francese con sottotitoli in italiano

Cannes 2018 : Caméra d’or, Queer palm, Un Certain Regard Premio FIPRESCI e miglior attore
Odessa IFF: miglior attore ● San Sebastián IFF: premio del pubblico come miglior film europeo

Debutto alla regia del ventisettenne Lukas Dhont ed esordio del giovanissimo protagonista Victor Polster, dal Festival di Cannes arriva il racconto di un viaggio intimo di una giovane ragazza intrappolata in un corpo che non sente suo. Lotta tenace per l’accettazione di sé, contro i propri demoni, per diventare se stessa.

Lara ha quindici anni e un sogno, diventare una ballerina professionista. Ci prova ogni giorno, alla sbarra, in sala, davanti allo specchio, nascondendo al mondo il suo segreto. Lara vuole danzare come una ragazza ma è nata ragazzo e deve fare i conti con un corpo che non ama, trasfigurandolo attraverso la danza e trasformandolo con gli ormoni. Seguita da un padre amorevole e un’équipe di medici che l’accompagnano psicologicamente nel passaggio di genere, insegue sulle punte il giorno dell’emancipazione da un corpo che odia.

«Quando ero bambino mio padre voleva fare di me un boy scout (…) io e mio fratello preferivamo recitare, cantare e ballare (…). Potete immaginare come siamo rimasti disorientati quando poco dopo abbiamo scoperto che queste cose erano viste come “femminili”. Come potevano piacermi? Così alla fine ho smesso di farle. Molti anni dopo lessi un articolo su una ragazza nata in un corpo di ragazzo: era convinta di essere una ragazza malgrado la biologia non fosse d’accordo. La mia ammirazione per lei fu istantanea. Il desiderio di raccontare la storia di un personaggio simile, giovanissimo, capace di sfidare una società in cui genere e sesso sono ancora inevitabilmente connessi, era enorme. È così che è iniziato Girl, dal bisogno di dire qualcosa su come percepiamo il genere, sulla femminilità e la mascolinità. Ma soprattutto sulla lotta interiore di una giovane eroina che mette a rischio il proprio corpo per diventare la persona che vuole essere. Qualcuno che sceglie di essere se stesso all’età di 15 anni, quando a molte persone occorre una vita intera.» (Lukas Dhont)

«Un film come Girl riesce a brillare due volte, per il giovane regista belga Lukas Dhont e l’attore 15enne Victor Polster. La storia (…) è semplice nelle sue premesse ma terribilmente efficace nella sua realizzazione e stupisce davvero pensare che per entrambi questi talenti così puri si tratti fondamentalmente di un esordio. Al centro di Girl in realtà non c’è una ragazza, ma un corpo. Quel corpo che Lara scruta continuamente, alla ricerca di cambiamenti che tardano ad arrivare. (…) Tutte le persone che le sono accanto cercano di ricordarle che il cambiamento più importante è già venuto, che lei è già una ragazza e deve sentirsi tale. Ma quel corpo allo specchio le ricorda costantemente che non è così. La bravura del regista Lukas Dhont è soprattutto nel riuscire a rendere al meglio il senso di urgenza e disperazione della protagonista. Lo fa attraverso l’uso della ripetizione, con Lara che effettua gli stessi gesti, ogni volta sempre più disperata e disillusa.» (Luca Liguori, Movieplayer.it)