Città nuda – Hometown/Mutonia

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HOMETOWN/MUTONIA

un film di Zimmerfrei
fotografia: Roberto Beani ● montaggio: Anna de Manincor
musiche: Francesco Fuzz Brasini, Loren Connors, Kenny Diezel, Andy Macfarlane,
Music For No Movies, Stefano Pilia, The Rock’n’Roll Kamikazes ● suono: Massimo Carozzi
produzione: Santarcangelo dei Teatri in collaborazione con Regione Emilia-Romagna Film Commission
distribuzione: BoFilm
Italia, 2013 ● 69 minuti

v.o. in inglese e italiano con sottotitoli in italiano

2014, Life after Oil: Miglior Colonna Sonora ● Biografilm Festival 2014: Premio what’s culture

Per la prima volta CLER, in via Padova 27, e Cinema Beltrade sono felici di alzare le loro serrande quasi in contemporanea e ospitare Zimmerfrei, collettivo bolognese attivo dal 2000.

Mutonia è uno strano villaggio dentro il villaggio, una città temporanea che si trasforma nel tempo, in relazione a un contesto urbano, territoriale e sociale più grande. Nata con lo spirito anarchico, dissacrante e sperimentatore dei traveller e cyber punk che l’hanno fondata, la cittadella ha ospitato due generazioni di traveller e ne è diventata un luogo di origine, una “madrepatria” in cui tornare periodicamente o fermarsi per crescere i figli. Questo originale luogo dell’abitare, fatto di rottami assemblati e veicoli trasformati in casa, è ora esposto al rischio di sparizione, poiché non esiste una regolamentazione urbanistica che contempli la sua eccezionalità, che in fondo è fatta di quotidianità e invenzione, fragilità e energia, trasgressione e bisogno di radicamento (come ogni altra vita).

« E’ stata un’esperienza di prossimità molto forte anche rispetto ad altri lavori documentaristici, giorno per giorno siamo riusciti a entrare sempre più in contatto, a conquistare la loro fiducia e farci accettare. Cosa che abbiamo cercato di riflettere anche nel film: all’inizio sono tutte interviste singole, frontali, mentre man mano che si va avanti le voci si sovrappongono, vanno fuori campo, chi parla non è per forza chi viene ripreso in quel momento… come se la nostra camera e i nostri microfoni, all’inizio ospiti, fossero poi pienamente calati nella vita della comunità.» (Anna de Manincor e Massimo Carozzi)

«Il film è parte di una serie dedicata a diverse città e a diverse esperienze dell’abitare. Innesca riflessioni sui tanti possibili modi di vivere e sulle decisioni date per scontate in quanto ereditate da generazioni, come quella di allontanarsi dalla natura e stanziarsi nelle case. Ogni nostra azione, infatti, che sia anche solo la passiva accettazione di un dato, comporta inevitabilmente una scelta. I racconti del campo di Mutonia permettono di capire, idea oggi particolarmente significativa, che non siamo vittime di un destino imposto da chi ci ha preceduti, ma che esistono effettivamente delle alternative.» (Lulu Cancrini, Pointblank.it)