IL PIANETA IN MARE ● dal 26 settembre

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IL PIANETA IN MARE

un film di  Andrea Segre
con Amim Kayum, Mattia Gobbo, Nicoletta Zago, Lucio Sabbadin, Giulio Marcon, Marco Dalla
Libera, Violetta Bovo, Marian Erimia, Constantin Voda, Mass Fall, Enrico Vian
soggetto:  Andrea Segre, Gianfranco Bettin ● fotografia: Matteo Calore
montaggio: Chiara Russo ● musiche: Sergio Marchesini
produzione: ZaLab, Rai Cinema
distribuzione: ZaLab, Istituto LUCE
Italia, 2019 ● 96 minuti

v.o. italiano e altre lingue con sottotitoli in italiano

presentato fuori concorso alla 76° Mostra del Cinema di Venezia

torna al Beltrade Andrea Segre, produttore e regista, conosciuto per film come Io sono Lì, La prima neve, L’ordine delle cose, Mare chiuso, Il Sangue verde, e molti altri film che raccontano il mondo di oggi, le sue trasformazioni in atto e il loro legame con i sogni del passato e del presente: questa volta l’occhio dell’autore veneto si rivolge a un luogo divenuto opaco e non più ri-conosciuto, perché simbolo di un progresso entrato da anni in una fase di declino.

Entrare nel pianeta industriale di Marghera, cuore meccanico della Laguna di Venezia, che da cento anni non smette di pulsare: un mondo in bilico tra il suo ingombrante passato e il suo futuro incerto, dove lavorano operai di oltre 60 nazionalità diverse.
Perdersi e stupirsi in luoghi mai raggiunti prima, come il ventre d’acciaio delle grandi navi in costruzione, le ombre dei bastioni abbandonati del Petrolchimico, gli alti forni e le ciminiere delle raffinerie, il nuovo mondo telematico di Vega o le centinaia di container che navi intercontinentali
scaricano senza sosta ai bordi dell’immobile Laguna.
Attraverso le vite di operai, manager, camionisti e della cuoca dell’ultima trattoria del Pianeta Marghera, le immagini di Andrea Segre ci aiutano a capire cosa è rimasto del grande sogno di progresso industriale del Pianeta Italia, oggi immerso, dopo le crisi e le ferite del recente passato,
nel flusso globale dell’economia e delle migrazioni.

«Negli ultimi due anni a chiunque io abbia detto che stavo lavorando ad un film su Marghera la risposta era sempre: “Ah, perché esiste ancora Marghera?”. Le tante ferite e le tante crisi che hanno attraversato questa zona industriale, come molte altre in Italia, hanno costruito una grande rimozione nazionale. Crediamo che in quegli spazi non ci sia più nulla, più nessuno. Invece non è così. Per me fare cinema documentario significa entrare in mondi dove di solito non possiamo o non vogliamo entrare, Il Pianeta in mare mi ha permesso di fare questo: tra gli spazi vuoti del Petrolchimico e le grandi navi in costruzione di Fincantieri, tra i nuovi impianti della raffineria e i container del porto ho incontrato vite che mi hanno aiutato a capire qualcosa di più del mondo di oggi.» (Andrea Segre)

«Il pianeta in mare racconta la realtà quotidiana e insieme l’epica del lavoro oggi, in un luogo speciale della produzione industriale del mondo contemporaneo che è anche un luogo cruciale della modernità, Porto Marghera, a Venezia. Illuminare ciò che accade a Marghera – la possibile conversione di un polo ferito a fondo dal vecchio modo di produrre e inquinare, l’intreccio di forza lavoro e ricerca tecno-scientifica globali per entrare finalmente nel nuovo secolo dell’industria e del lavoro – significa far parlare direttamente le persone, mostrando le opere, i luoghi, le macchine, i frutti di un’impresa corale fra le più grandi del nostro tempo di cui il film restituisce il senso e racconta la vita.» (Gianfranco Bettin)