L’ingrediente segreto

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L’INGREDIENTE SEGRETO ● ISCELITEL

un film di Gjorce Stavreski
con Blagoj Veselinov, Anastas Tanovski, Aksel Mehmet, Aleksandar Mikic,
Miroslav Petkovic, Dime Iliev, Simona Dimkovska
sceneggiatura: Gjorce Stavreski ● fotografia: Dejan Dimeski ● montaggio: Martin Ivanov
musiche: Branislav Nikolov, Pece Trajkovski, Goce Jovanoski
produzione: Fragment Film
distribuzione: Lab 80 film
Macedonia, Grecia, 2017 ● 104 minuti

v.o. macedone con sottotitoli in italiano

2018, 36° Bergamo Film Meeting: primo premio ● LET’S CEE Film Festival: miglior film d’esordio
Santa Barbara IFF: miglor film straniero

venerdì 22 febbraio collegamento skype con il regista

L’esordio di Gjorce Stavreski affronta la crisi economica sotto un’altra prospettiva, brillante e di grande ironia. Un film in perfetto equilibrio tra comicità e critica sociale.

venerdì 22 febbraio
21:30

Skopje, Macedonia. Con l’economia in recessione e lo stipendio in ritardo di mesi Vele, un meccanico che lavora in un deposito ferroviario, lotta ogni giorno per poter comprare le medicine al padre malato di cancro. Quando casualmente trova in un vagone un pacchetto di marijuana, clandestinamente contrabbandata e nascosta su un treno in arrivo, lo ruba per fare una torta a suo padre, sperando di alleviarne i dolori e spacciandogliela come un nuovo trattamento sperimentale. Ben presto la voce sui miracolosi poteri curativi di Vele si diffonde e lui all’improvviso si trova messo alle strette da una strana coppia di gangster un po’ imbranati, alla ricerca della droga, e dai petulanti vicini che fanno la coda fuori dal suo appartamento per reclamare la ricetta della torta “dei miracoli”.

«Sono stato testimone della lotta della gente comune nel mio Paese. In quei tempi selvaggi, il neoliberismo in salsa balcanica aveva ridotto i nostri valori a una lotta per accaparrarsi quanto più denaro e quanto più potere possibile (…). I farmaci erano insufficienti e gli ospedali privati traevano enormi profitti cercando di spremere al centesimo i cittadini malati e più disperati. I bambini morivano alla nascita e l’aria era inquinata. La gente cercava conforto nell’astrologia, nelle teoria della cospirazione e nelle scommesse. I guaritori fasulli si moltiplicavano: armati di pillole sbiancate dai poteri miracolosi, “acqua intelligente” e dolci alle spezie, offrivano il niente a cifre affatto inferiori. Ma ciò che costa meno pare di certo meglio, quando lo stipendio è in ritardo. Ironicamente, l’umorismo servì da antidoto a quei tempi grigi. Usato come una specie di judo dell’anima, la gente imparò a ridere delle proprie disgrazie, disinnescando le proprie tristi vite. Ed è così che nasce la mia storia: pagina dopo pagina, come due navi in rotta di collisione, l’umorismo e il dolore si sfidano in duello. L’umorismo è più come un sottomarino, che riemerge quando meno te lo aspetti e attacca ferocemente il dolore ipocrita, che con orgoglio solca le acque agitate dell’ingiustiza del vivere» (Gjorce Stavreski)

«Racconto grottesco di un dramma familiare dagli esiti inaspettati, ambientato nel degrado strutturale di una Macedonia afflitta dalla recessione economica e da continue turbolenze politiche (…). Divertente e accattivante, quella di Gjorce Stavreski è una pellicola inusuale, fuori dal coro rispetto al classico film di denuncia sociale. Il regista macedone rappresenta con sguardo finemente critico le problematiche del proprio paese – in particolare l’insufficienza operativa del welfare sanitario – ma lo fa con uno spiccato sense of humor che impreziosisce l’opera di momenti tragicomici ai limiti dell’assurdo, quasi a voler disinnescare in modo sarcastico le ingiustizie civili che i personaggi sono costretti a sopportare. (…) trova nell’ironia il suo ingrediente segreto per rinnovare la ricetta originale del film politicamente impegnato in una commedia nera in salsa balcanica.» (Diego Limonta, anonimacinefili.it)