LA SCOMPARSA DI MIA MADRE ● DAL 10 OTTOBRE

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LA SCOMPARSA DI MIA MADRE

un film di Beniamino Barrese
con Benedetta Barzini, Carlotta Antonelli, Beniamino Barrese
Michela De Rossi, Martina De Santis, Candice Lam, Olivia Ross
sceneggiatura: Beniamino Barrese
fotografia: Beniamino Barrese, Brian Fawcett
montaggio: Valentina Cicogna ● musiche: Aaron Cupples, Miranda y Tobar
produzione: NANOF, Ryot films
distribuzione: Reading Bloom
Italia, 2019 ● 94 minuti

v.o. italiano, inglese con sottotitoli in italiano

2019, Biografilm Festival: menzione speciale, Premio Ucca
Global Cinema Film Festival, Boston: menzione speciale della giuria
Cinédoc, Tbilis: miglior film

domenica 13 ottobre ospite in sala il regista Beniamino Barrese

esordio al cinema di Beniamino Barrese. il ritratto tenero e impetuoso di una delle grandi donne del nostro tempo. l’incontro tra madre e figlio diventa scontro e conflitto, ma anche confronto e collaborazione, davanti allo sguardo impassibile della telecamera.

Modella iconica dalla New York degli anni ’60, musa di Andy Warhol, Salvador Dalí, Richard Avedon e Irving Penn, femminista militante in Italia negli anni ’70, madre sola di quattro figli, giornalista, scrittrice e poi docente universitaria di Antropologia della Moda, a 75 anni Benedetta Barzini è stanca dei tanti ruoli in cui la vita l’ha costretta e ha deciso di lasciare tutto, per scomparire in un luogo lontano in cui nessuno potrà più trovarla. Turbato da questa risoluzione – radicale, quanto indefinita – suo figlio Beniamino comincia a filmarla, con l’intenzione di realizzare un film su di lei che possa tramandarne la memoria e insieme trattenerla a sé il più a lungo possibile. Incontrando la ferma opposizione di Benedetta, il progetto diventa velocemente un campo di battaglia in cui madre e figlio si aiutano e si ostacolano a vicenda nel tentativo di scrivere l’ipotesi di una separazione inevitabile, difficile da accettare e forse impossibile da raffigurare.

«Da quando ho compiuto sette anni e mio padre mi ha regalato una telecamera e una macchina fotografica, scattare e filmare sono diventati una strategia per trattenere esperienze e persone amate, salvandole dallo scorrere del tempo. Ho sempre cercato di fare lo stesso con mia madre, ma metterla di fronte ad un obiettivo non è mai stata un’impresa facile. Provavo una sorta di riverenza nei suoi confronti. Mi sembrava impossibile contenerla in un’immagine. Era troppo di tutto: troppo bella, troppo intelligente, troppo carismatica, troppo aggressiva, troppo forte, troppo profonda, troppo speciale. Nonostante fossimo da sempre molto legati, è sempre stata un mistero per me. (…) Mia madre non ha mai smesso di mettere in discussione questa mia passione, spingendomi a ragionare sul valore e il potere delle immagini (…). Nel tragitto del dialogo – a volte silenzioso, a volte esplicito – che si è instaurato tra noi su questi temi, la volontà di mia madre di “scomparire” è arrivata come una battuta finale, la boutade che scompagina tutto. Che cosa ti resta da fare quando tua madre ti dice di volersene andare per sempre? Decidere di fare questo film è stato il mio tentativo di trovare una risposta. Ho ricominciato a filmare mia mamma come facevo da bambino, partendo dalle sue lezioni e guadagnando piano piano terreno, fino ad arrivare in quello spazio intimo in cui da sempre l’avevo conosciuta. L’ho fatto con e contro mia madre, sostenuto dalla fiducia che l’esposizione del nostro conflitto potesse essere un modo, per quanto paradossale, di celebrare quelle domande che non aveva mai smesso di pormi. Ora, alla fine di questo percorso, so di non essere riuscito, ancora una volta, a racchiudere mia madre in un’immagine capace di raccontarne l’autenticità, il valore per lei più importante tra tutti. Anzi, al contrario, ho capito finalmente che mia madre aveva ragione. Come lei spesso ripete, “ciò che veramente conta, è sempre invisibile”. L’essenza delle cose ha a che fare con la nostra esperienza, e sta sempre al di là di quello che è possibile rappresentare.» (Beniamino Barrese)

«Un’opera coraggiosa quanto la sua protagonista.» (Federico Chiara, Vougue Italia)

«Profondamente personale e attraversato da affascinanti contraddizioni, “The Disappearance of My Mother” è il ritratto di una donna in ribellione (…). Barzini è una critica severa e ineguagliabile della mercificazione e dello sfruttamento del corpo femminile da parte degli uomini» (Manohla Dargis, The new york times)