Le Fidèle

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Le Fidèle

un film di Michael R. Roskam
con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos, Eric De Staercke
sceneggiatura: Thomas Bidegain, Noé Debré, Michaël R. Roskam
fotografia: Nicolas Karakatsanis
montaggio: Alain Dessauvage ● musiche: Raf Keunen
produzione: Savage Film, Stone Angels
distribuzione: Movies Inspired
Belgio/Francia/Olanda, 2017 ● 130 minuti

v.o. francese e olandese con sottotitoli in italiano

Presentato al 74° Festival di Venezia, Fuori Concorso

Secondo film di una trilogia del regista dedicata alla scena criminale in Belgio negli anni ’90, “La Fidele” è un ottimo esempio della magia che scaturisce dall’incontro tra il cinema d’autore e l’intrattenimento di genere. Una delle rivelazioni dello scorso Festival di Venezia, finalmente anche in Italia.

Tra il gangster Gigi e la coraggiosa e altolocata pilota Bibi è amore a prima vista. Fieri e leali, i due combattono per il loro amore contro il destino avverso. La vita mette a dura prova il loro amore ma tenteranno di salvarsi costringendosi a volare insieme.

«La mia intenzione era che il film rientrasse in una certa tradizione, che fosse l’incontro tra il noir americano e il polar francese. Per me, ‘Le Fidèle’ è il bambino nato dagli amori di ‘Heat – La Sfida’ e ‘Un Uomo, Una Donna’. ‘Heat’ è un punto di riferimento, ma al contrario… È un inseguimento ad alta velocità tra due uomini, un poliziotto e un criminale, e le donne sono secondarie, satelliti gravitanti attorno ai pianeti. Per ‘Le Fidèle’ desideravo che la storia d’amore fosse il sole, e che fosse il crimine a gravitarvi intorno». (Michael R. Roskam)

«Un film nel quale, con riuscita operazione chirurgica di innesto di generi, si fondono il moderno gangster movie con il melodramma che guarda alla antica storia del melodramma criminale. Nonostante questo retroterra consolidato Roskam inserisce nel suo racconto, sempre appassionante e mantenuto su un alto registro di tensione, elementi che sembrano aprire nuove prospettive che radicano la storia nella frammentata realtà che ci appartiene.» (Tonino de Pace, Sentieri Selvaggi)