LOU VON SALOMÉ

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LOU VON SALOMÉ
LOU ANDREAS-SALOMÉ, THE AUDACITY TO BE FREE

un film di Cordula Kablitz-Post
con  Nicole Heesters, Katharina Lorenz, Liv Lisa Fries, Helena Pieske
sceneggiatura: Cordula Kablitz-Post e Susanne Hertel ● fotografia: Matthias Schellenberg
montaggio: Beatrice Babin ● musiche: Judit Varga
produzione: Avanti Media Fiction
distribuzione: Wanted Cinema
Germania/Austria/Italia/Svizzera, 2016 ● 113 minuti

v.o. tedesco, italiano, russo con sottotitoli in italiano

2016, Emden International Film Festival: premio per il giovane talento

DIETRO LE QUINTE DELLA FILOSOFIA, DELLA POESIA E DELLA STORIA DELL’ULTIMO OTTOCENTO SI CELA LO SGUARDO INTRIGANTE E TRAVOLGENTE DELLA PRIMA DONNA AD ESSERE DIVENUTA PSICOANALISTA. ECCO IL FILM CHE NE RIVELA LA STORIA, LE RELAZIONI INTELLETTUALI E SOPRATTUTTO IL PENSIERO SEMPRE ATTUALE.

Scrittrice, poetessa, intellettuale, psicologa, archetipo di militante femminista. Lou Andreas-Salomè ha vissuto, spesso facendoli innamorare di sé, con alcuni dei più importanti personaggi dell’inizio del ‘900 tra cui Nietzsche, Rilke e Freud, che la consideravano la propria musa. A 72 anni, un’anziana Lou racconta le sue memorie a un ammiratore, ricordano come nacque il suo amore per la filosofia e come fosse determinata, fin da piccola, a dedicare la propria vita ad espandere le potenzialità della mente. Nel rifiuto delle convenzioni borghesi della sua epoca, come l’importanza per una donna di sposarsi e avere figli…

«Mi sono imbattuta nella sua biografia quando avevo 17 anni. Ero curiosa di leggere la storia di una donna che era davvero eccezionale al suo tempo. Viveva contrariamente alle regole della sua società; non si preoccupava del fatto che non le fosse permesso di studiare. Tuttavia, faceva quello che voleva e penso che fosse davvero insolito al suo tempo. Era ostinata e restava sui suoi passi. Penso che sia strano per le donne vivere in questo modo. È più normale per un uomo. Essendo una giovane donna, stavo cercando un modello e ho trovato molta ispirazione in lei. (…) Per lo più ho realizzato documentari, ma nella mia mente, volevo sempre realizzare un nuovo film di finzione. E’ iniziato come documentario, ma dopo ho capito che non c’era alcun filmato su Lou – non è stata mai ripresa da qualcuno e non si poteva sentire la sua voce. Quindi ho pensato di realizzare una finzione. Dovevo prendere un’attrice per farlo e non potevo utilizzare filmati originali.» (Cordula Kablitz-Post)

«Un biopic trascinante e ben scritto, oltre che uno sguardo intrigante al percorso che portò una scrittrice di origini russe e dal forte orientamento femminista a divenire la prima psicoanalista donna della storia (…) E il principale merito della regista Kablitz-Post è quello di aver evitato di presentare la protagonista come un genio né tanto meno come un’eroina: bensì una pioniera imperfetta, complessa e affascinante. In quest’epoca di rinnovate lotte femministe, il film si rivela sorprendentemente tempestivo» (Gary Goldstein, Los Angeles Times)