MANTA RAY

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MANTA RAY ● Kraben Rahu

un film di Phuttiphong Aroonpheng
con Wanlop Rungkumjad, Rasmee Wayrana, Abhisit Hama
sceneggiatura: Phuttiphong Aroonpheng ● fotografia: Nawarophaat Rungphiboonsophit
montaggio: Lee Chatametikool, Harin Paesongthai
musiche: Christine Ott, Mathieu Gabry – Snowdrops
produzione: Diversion, Les Films de l’Étranger
distribuzione: Mariposa Cinematografica
Thailandia, Francia, Cina, 2018 ● 105 minuti

v.o. thailandese con sottotitoli in italiano

2018, Mostra del Cinema Venezia, Orizzonti, miglior film
Cairo IFF, miglior regista ● Mumbai FF, miglior film
Tessalonica, miglior regia ● Toronto, in concorso

migliaia di rifugiati Rohingya ogni anno sono costretti ad abbandonare la Birmania perché perseguitati; a loro è dedicato MANTA RAY, un film che va oltre il cinema del reale e concede spazio ad una narrazione che accarezza il surreale, l’inconscio, dove l’immagine supera il contenuto e lo scaraventa nel territorio visionario dell’onirico.

La storia di Manta Ray comincia in una foresta vicino a un villaggio costiero: un giovane pescatore dal biondo capello ossigenato s’imbatte in un uomo ferito e privo di sensi e decide di prestare immediatamente soccorso, portandolo al sicuro in casa propria. Lo sconosciuto però non proferisce parola, forse è muto oppure troppo scosso dal proprio viaggio per riprendere a parlare. Il pescatore decide quindi di assegnargli il nome di una pop star thailandese, Thongchai. Da lì a poco s’instaura un forte legame tra i due, fino a quando una mattina il pescatore scomparirà in mare. Thongchai lentamente, e quasi inesorabilmente, si ritroverà a prendere il suo posto, abitando nella sua casa, vivendo del suo lavoro e convivendo con la sua ex moglie.

«Quando ho scritto una prima versione della sceneggiatura molti anni fa, la questione Rohingya non era d’attualità e non sapevo quasi nulla di questa minoranza etnica. All’epoca, m’occupavo di videoarte e mi chiedevo quale fosse la questione dell’identità e soprattutto su come gli artisti trovano la loro identità attraverso il loro lavoro. Da lì, ho iniziato a concentrarmi maggiormente su ciò che il termine “identità” può contenere: io, il confine, l’etnia, la nazionalità. Alla fine del 2010, la questione dei Rohingya è apparsa maggiormente sui media, ma Io ho continuato a interessarmi al problema dell’identità in modo astratto. Questo non è un problema specifico riguardante gruppi di persone, e neppure il passato o il presente in particolare, ma una questione di storia e pregiudizi e il fatto che non sappiamo molto degli altri.
L’idea era di filmare i personaggi attraverso un teleobiettivo. Volevamo che fossero visti da lontano e mai da vicino. Volevamo una “resa” realistica, forse perché ho girato molti spot pubblicitari e quei lavori richiedono di essere esageratamente meticolosi e quindi volevo qualcosa di opposto nel mio film; qualcosa di vero e non abbellito. La sceneggiatura di Manta Ray è molto scarna, forse solo 30 pagine. Questo perché avevo la profonda convinzione che con la mia squadra saremmo stati in grado di creare sui luoghi delle riprese. Abbiamo usato la sceneggiatura come linea guida e ci siamo adattati a ciò che avevamo di fronte a noi. Lo stile visivo che abbiamo adottato ne è anche un riflesso.» (Phuttiphong Aroonpheng)

«Aroonpheng si fa carico di far voce ai rifugiati nel mondo, ma soprattutto ricorda il popolo Rohingya perseguitato in Birmania e costretto ad avventurarsi in mare in cerca di salvezza. Un viaggio della speranza segnato il più delle volte dalla morte per annegamento, destino comune e crudele ad ogni latitudine. Se il messaggio è diretto, non lo è affatto il linguaggio scelto dal regista per raccontarlo, egli infatti preferisce affidandarlo al filtro della poesia. Manta Ray è un film che lavora per sottrazione, si affida a impercettibili snodi narrativi, conta su suoni e luci, suggerisce sottovoce piuttosto di urlare. Un’opera visivamente affascinante, luminosa, sfuggente, rarefatta eppure incisiva come un poema. Un esordio clamoroso. Una vera scoperta.» (Greta Leo, cinematografo.it)