M.I.A. LA CATTIVA RAGAZZA DELLA MUSICA

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M.I.A. – LA CATTIVA RAGAZZA DELLA MUSICA ● MATANGI/MAYA/M.I.A.

un film di Steve Loveridge
con M.I.A. ● montaggio: Marina Katz, Gabriel Rhodes ● musica: Dhani Harrison, Paul Hicks
produzione: Cinereach, Doc Society
distribuzione: I Wonder Pictures
USA, Gran Bretagna 2018 ● 96 minuti

v.o. in inglese con sottotitoli in italiano

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lunedì 21 gennaio, ore 21.30, proiezione speciale, a seguire djset con missin red

Arriva in sala l’incredibile viaggio della piccola Maya, dall’infanzia nello Sri Lanka alla trasformazione nella popstar M.I.A. Affascinante, spavalda, travolgente. ma soprattutto consapevole: una ragazza che ha trasformato la sua sofferenza di migrante nel combustibile che dà forza alla sua musica e nutre un’immagine di sé che è specchio della dignità e del coraggio di milioni di migranti

domenica 20 gennaio
11:00

lunedì 21 gennaio
21:40

martedì 22 gennaio
17:50

mercoledì 23 gennaio
19:50

Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nel 1985 è fuggita dalla guerra civile nello Sri Lanka, paese originario dei genitori, da rifugiata. Voluta da Madonna (insieme a Nicky Minaj) per apparire insieme a lei nella performance del Super Bowl 2012, si è imposta a metà anni 2000 come la prima pop star di origine Tamil, distinguendosi come portavoce nel denunciare la situazione politica della sua terra, e attirandosi anche le critiche di “sfruttamento” delle proprie origini, come trapela da un ambiguo incontro con il “New York Times”, qui documentato.

«I grandi manager musicali hanno un modo prestabilito di fare un documentario musicale, ma io volevo fare un film diverso perché penso alla sua storia come a un documento socio-politico, il suo è un viaggio molto più ampio rispetto alla mera traiettoria della fama. (…) Perciò hanno smesso di finanziare il film: allora ho lanciato un piccolo teaser di prova che è diventato virale, e sono riuscito a produrlo. (…) Quando Maya ha visto per la prima volta il film in una sala davanti al pubblico è rimasta sotto choc per un po’. E’ passata da “lo odio” alla prima proiezione a “è fantastico” alla terza (…)
Sentivo che era importante rappresentare l’identità di una migrante imprigionata tra due culture. Non abbastanza inglese per confrontarsi con la musica anglosassone. Ma, come dice suo cugino, non abbastanza Tamil perché se ne è andata a dieci anni. Lei ha saputo costruirsi un’identità accettando questo essere in transito. 65 milioni di persone sono scappate nella recente crisi dei rifugiati, e tutti loro stanno vivendo questa esperienza. E ‘una condizione moderna, ed è un peccato che più persone non riescano a vederla come un’identità concreta della quale non ci si deve scusare per non essere abbastanza di una cosa o di un’altra.» (Steve Loveridge)

«Per raccontare la propria parabola, M.I.A. – che nell’adolescenza aveva aspirazioni da documentarista, salvo poi scoprire che nella musica può esprimersi più facilmente – affida un monte di materiale video privato, che copre un arco di oltre due decadi, all’amico e compagno di scuola Steve Loveridge. […] Non scorrono solo le immagini private, che rendono conto del regime repressivo srilankese, ma anche alcune terribili, di guerra, tra cui quelle, durissime, di bambini giustiziati. Il contrasto tra l’estetica povera, “rubata” di quei materiali autoprodotti in Sri Lanka e quella iper pop, smagliante di video come “Bad Girls” non è un problema, per i filmmaker. Tutto si tiene, nella filosofia do it yourself di M.I.A. e del suo regista.» (Raffaella Giancristofaro , MYmovies.it)