Mountain

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MOUNTAIN

un film di Jennifer Peedom
con la voce narrante di Willem Dafoe
soggetto e sceneggiatura: Robert MacFarlane e Jennifer Peedom ● fotografia: Renan Ozturk
montaggio: Christian Gazal e Scott Gray ● musiche: Richard Tognetti ● suono: David White
produzione: Jo-Anne McGowan
distribuzione: Mescalito Film
Australia, 2017 ● 74 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

AACTA 2018, Miglior fotografia/suono/colonna sonora in un documentario

Sinfonia visiva e musicale, Mountain è tanto una riflessione sullo sguardo umano verso la natura più incontaminata e indomabile quanto un omaggio alla maestosità della montagna.

Il documentario in chiave di sinfonia audiovisiva, racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Fino a tre secoli fa, le montagne erano luoghi di pericolo, non di bellezza. Quando a metà del XX secolo l’Everest venne conquistato, l’alpinismo era diventato una ricerca della perfezione e le montagne venivano viste come avversari da sconfiggere. Oggi, quando milioni di persone sono incantate dalla loro magia, le montagne diventano teatri di svago: gestite e mercificate come parchi giochi. Ma le montagne sono molto di più di una distrazione o un nemico da battere. Il loro valore risiede nel riconoscere i nostri limiti.

«Ci era chiaro sin dall’inizio cosa ci interessava fare con Mountain. Ci siamo premurati di ottenere la collaborazione di Robert Macfarlane, uno scrittore bravissimo i cui libri contenevano molte delle citazione che si sarebbero davvero adattate bene alle immagini e al contesto del film. Ma io in primis sono una appassionata scalatrice ed ero elettrizzata all’idea di esplorare questa viscerale attrazione che porta molte persone a scalare e affrontare le montagne, cosa porta loro a rischiare la vita per questo amore verso qualcosa che mai potrà ricambiarlo. E’ stata una opportunità per esplorare questo tema in una chiave creativa.» (Jennifer Peedom)

«Mountain è una visione adrenalinica, un film che è come un ottovolante, fatto di vertiginosi strapiombi, dislivelli mozzafiato, sospensioni sul vuoto, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. Sembra essere azzerata la legge di gravità, sembra un film di supereroi senza effetti speciali. Con uomini-ragno capaci di arrampicarsi su pareti montuose verticali assolutamente piane, con dei superman che volano in cielo planando, con la tuta alare, passando abilmente attraverso grandi montagne forate, con delle persone che passeggiano nel cielo, un funambolo che cammina su un cavo collegato a due altissimi pendii.» (Giampiero Raganelli, Quinlan.it)