MUG – Un’altra vita

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UN’ALTRA VITA – MUG ● TWARZ

un film di Malgorzata Szumowska
con Mateusz Kosciukiewicz, Agnieszka Podsiadlik, Malgorzata Gorol
sceneggiatura: Michal Englert, Malgorzata Szumowska
fotografia: Michal Englert ● montaggio: Jacek Drosio
musiche: Adam Walicki
produzione: Nowhere
distribuzione: BIM distribuzione, Movies Inspired
Polonia, 2018 ●  91 minuti

v.o. polacca con sottotitoli in italiano

2018, Berlinale: Orso d’argento, gran premio della giuria

Una fiaba che racconta di un ragazzo rinnegato dalla realtà che lo circonda diventa una critica feroce alla società polacca, all’ipocrisia e alla mancanza di tolleranza di una fede cattolica profondamente radicata. Orso d’argento a Berlino 2018.

mercoledì 24 aprile
20:00

Jacek ama l’heavy metal, la sua fidanzata e il suo cane. La sua famiglia e i parrocchiani del suo paesino lo trovano un tipo bizzarro e divertente. Jacek lavora presso il cantiere edile di quella che dovrebbe diventare la statua di Cristo più alta del mondo. Dopo che un grave incidente lo sfigura completamente, tutti gli occhi vengono puntati su di lui mentre si sottopone al primo trapianto facciale del Paese.

«Faccio film su ciò che mi disturba, della Polonia. E ciò che mi irrita è una fede cattolica profondamente radicata e poco attenta all’altro, l’ipocrisia, l’aggressività, la mancanza di tolleranza e il fatto di girarsi dall’altra parte di fronte al diverso, al nuovo. Questi elementi erano presenti in tutti i miei film, però “Mug” è quello che li approfondisce di più. È capitato, semplicemente. Per me non è pensabile affrontare certi argomenti in punta di piedi, con umiltà o abbozzando una qualche tesi iniziale. So che certe cose non le posso combattere, ma posso prendermene gioco. Ho l’impressione che ne trarremmo tutti dei benefici, se, in Polonia, ridessimo di più e discutessimo di meno. Ciò che sta succedendo in Polonia mi preoccupa, mi addolora, mi riempie di ansia, ma se ne parlassi in questo modo nessuno vorrebbe ascoltarmi. Così ho scelto il black humour» (Malgorzata Szumowska)

«Twarz significa faccia, e Szumowska – insieme all’abituale collaboratore Michal Englert – realizza un film di facce, su quanto conti la facciata, sulla superficialità di un Paese, la Polonia, che pare governato dall’idiozia. Due i volti cruciali nell’economia del racconto: quello del protagonista Jacek e il muso enorme del Cristo di Swiebodzin, la statua polacca eretta in mezzo al nulla che nel 2010 ha battuto il record di Rio de Janeiro. (…) Girato come una favola grottesca, Twarz assesta un cazzotto durissimo ai pilastri della società polacca. Lo strapotere della chiesa, la subalternità culturale al consumismo, i veleni insiti nella famiglia tradizionale, il razzismo feroce: tutto viene messo in evidenza, in croce, alla berlina.» (Simone Buttazzi, indie-eye.it)