My name is Emily

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My name is Emily

un film di Simon Fitzmaurice
con Evanna Lynch, George Webster, Michael Smiley, Martin McCann
Deirdre Mullins, Cathy Belton, Barry McGovern
sceneggiatura: Simon Fitzmaurice ● fotografia: Seamus Deasy
montaggio: Emer Reynolds ● musica: Stephen McKeon
produzione: Newgrange Pictures, Kennedy Films, Irish Film Board
distribuzione: Tycoon Distribution, CineMAF
Irlanda, 2015 ● 94 minuti

v.o. inglese sottotitolata in italiano

Galway Film Fleadh 2015: Miglior fotografia ● Toronto International Film Festival 2015
Giffoni Film Festival 2016: secondo classificato, Giuria Generator +16
Youngabout International Film Festival 2017: Miglior film per gli adolescenti

un road-movie poetico, ironico e struggente. Sullo sfondo, il paesaggio di un’Irlanda che sembra riecheggiare gli stati d’animo dei protagonisti, fra piogge ostinate e spiagge deserte.

20 novembre-18:20

21 novembre-20:00

22 novembre-12:30

Dopo la morte della madre e l’internamento del padre in una clinica psichiatrica, Emily viene affidata a una famiglia adottiva e inizia a frequentare una nuova scuola dove fatica a integrarsi. Quando, per la prima volta, nel giorno del suo sedicesimo compleanno non riceve l’annuale biglietto d’auguri da parte del padre Robert, un eccentrico autore di best-seller a cui lei è molto legata, Emily intuisce che qualcosa non va. La ragazza decide allora di risolvere da sé la questione e, chiedendo aiuto ad Arden, l’unica persona che le abbia offerto la propria amicizia e dimostrato interesse nella nuova scuola, decide di partire per liberare il padre dalla clinica in cui è ricoverato. I due giovani, accompagnati dall’intensa colonna sonora firmata dal pluripremiato compositore Stephen McKeon, iniziano così un viaggio attraverso l’Irlanda del Nord che li porterà a conoscersi, ad aprirsi all’ignoto e a fidarsi dell’altro.

«Voler sempre un lieto fine può trasformarsi in una pericolosa ostinazione, soprattutto quando questo desiderio è in realtà mosso dal timore di voler vedere le cose come sono realmente. I media fanno di tutto per assecondare questo desiderio. Ma sono fermamente convinto che ci sia un altro impulso, molto più profondo e forte della paura: la voglia di vivere. Vivere significa imparare a coesistere con la tristezza, la perdita e l’amore. Bisogna essere capaci di attraversare tutto ciò che la vita ci presenta e non mollare. E questa è la storia di Emily.Il personaggio di Emily mi affascina molto perché credo nella redenzione. Credo nella possibilità di sopportare le difficoltà che la vita ti scaglia addosso e nella capacità di risollevarsi, di elaborare tutto ciò che abbiamo o ci resta senza essere annientati dalla tristezza e dalla perdita. In tal senso questa è una storia di redenzione. Non c’è altro modo per dirlo: la gente è schiacciata giorno dopo giorno dalla tristezza e dalla perdita. In My name is Emily ciò non accade.» (Simon Fitzmaurice)

«L‘opera di Simon Fitzmaurice è un inno indipendente alla vita, una celebrazione delle diversità che alimentano la scintilla che crea la peculiarità. Emily è peculiare, ragazza solitaria, immersa nel suo mondo, nella sua acqua. Alla base della pellicola c’è un viaggio on the road alla ricerca di se stessi, alla scoperta della natura e delle situazioni che possono cambiare e lasciare in segno in qualcuno. La bionda ragazza protagonista della storia, interpretata da una brava e credibile Evanna Lynch, nel percorso che la porta al padre ‘scopre’ il mare, la spiaggia, la tenda da campeggio, il pericolo, le stelle. […] Ciò che sorprende della piccola ed indipendente prova del regista Simon Fitzmaurice è la naturalezza con la quale il racconto si sviluppa, tra primi piani intensi e campi lunghi suggestivi, rendendo il tutto credibile e mai surreale o posticcio.» (Gianmarco Bonelli, Sentieri selvaggi)