Non è sogno

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NON È SOGNO

un film di Giovanni Cioni
con Antonio Leandri, Shaban El Hadj Mahmoud Abdel Aziz, Maurizio Panarese
sceneggiatura: Giovanni Cioni ● fotografia: Giallo Giuman, Annalisa Gonnella
montaggio: Giovanni Cioni ● musiche: Jan Rzewski
produzione: Arch Production
distribuzione: Slingshot Films
Italia, 2019 ● 95 minuti

v.o. in italiano

2019, Locarno Film Festival: fuori concorso

proiezione speciale alla presenza del regista Giovanni Cioni.
Modera l’incontro il critico cinematografico Alessandro Stellino (filmidee.it)
e nuovo direttore artistico del Festival dei Popoli

torna al Cinema Beltrade il Mese del Documentario, una delle manifestazioni più rappresentative dedicate alla diffusione del cinema del reale nel nostro Paese, un ‘festival diffuso’ che propone il meglio della produzione documentaristica italiana ed internazionale.

tutti gli appuntamenti:
28-11, The cave (F.Fayyad)
3-12, Non è sogno (G.Cioni, ospite in sala)
10-12, One child nation (N.Wang e J.Zhang)
20-12, Una Primavera (V.Primavera)

uno sfondo verde, una moltitudine di sfumature umane: con mezzi essenziali e scarni, Cioni restituisce dignità e umanità ai suoi “attori” in un lavoro di grande forza espressiva.

Siamo in un film nel film, sviluppato intorno alle prove di alcuni dialoghi fra Totò e Ninetto Davoli in Che cosa sono le nuvole? di Pasolini e frammenti di La Vita è sogno di Calderon de Barca. Queste prove interpretate, ripetute, con i ciak, da detenuti di un carcere, diventano gli innesti di racconti di sogni, storie di vita, alcune terribili, tra cui quella di Domenico, ragazzo ergastolano.

«Eravamo in una specie di auditorium, con un palco dove avevo messo il telo. Poi spegnevamo tutte le luci e stavamo tutti attorno a questo telo, e diventava uno spazio dove si stava bene, come se non fossimo più in carcere. All’inizio avevo pensato di farli emergere in qualche modo dal film di Pasolini. Mi sono poi reso conto che questo verde così, nudo, andava benissimo, perché così ti concentri sulla cosa importante, cioè i loro visi quando parlano. Non è il mio film più claustrofobico perché, nonostante si svolga in un solo luogo, è un film che viaggia.» (Giovanni Cioni)

«Cioni sa cogliere l’umanità che può trapelare davanti a un fondale verde, con qualcuno che avanza verso la camera per spiegarsi meglio e con altri che esprimono il proprio pentimento forse per la prima volta in modo pubblico. Perché sono consapevoli che lo sguardo che coglie le loro azioni e reazioni sa comprenderli senza giudicarli. Altri lo hanno giustamente già fatto in passato. Ora è giunto il tempo di ascoltarli.» (Giancarlo Zappoli, Mymovies.it)