FILMMAKER FESTIVAL ON VA TOUT PÉTER

/ / Senza categoria

ON VA TOUT PÉTER

un film di Lech Kowalski
fotografia: Lech Kowalski ● montaggio: Lech Kowalski, Odile Allard
musiche: Sal Bernardi ● suono: Thomas Fourrel
produzione: Revolt Cinéma, ARTE France
Francia 2019 ●  109 minuti

v.o. francese sottotitolata in italiano

CONCORSO INTERNAZIONALE

alla presenza dell’autore e di un protagonista

proiezioni in pellicola, anteprime mondiali e incontri con autori. Dieci giorni di cinema documentario e di ricerca, libero e sperimentale. da sabato 16 novembre, al cinema beltrade arriva filmmaker festival 2019

La Souterraine, Francia. La fabbrica di pezzi di ricambio per automobili GM&S è a rischio chiusura, i nuovi padroni vogliono licenziare la metà degli operai, alcuni di loro hanno lavorato lì per tutta la vita. “On va tout péter”, faremo esplodere tutto, minacciano gli operai da dentro la fabbrica che hanno occupato, riempito di bombole di gas e dalla quale organizzano la lotta contro un nemico che ha il volto di vecchi e nuovi padroni e allo stesso tempo è invisibile, disperso nelle inarrestabili logiche del “mercato”. È il 2017 quando Kowalski, armato di telecamera, entra in fabbrica con gli operai per documentare la loro battaglia, che si sposta all’esterno verso le altre fabbriche, le piazze, le strade che vengono bloccate pacificamente per far uscire dall’invisibilità questa piccola e al contempo enorme tragedia. Di lì a poco in Francia si sarebbe cominciato a parlare di gilet gialli, il volto eterogeneo di un disagio che è già tutto in questo racconto amaro del capitalismo e di un gesto di resistenza alle sue dinamiche all’apparenza invincibili.

Lech Kowalski (Londra, 1961) cresce a Utica (New York) e gira il suo primo documentario – Sex Stars, sugli attori del porno – nel 1977. A New York lavora con Shirley Clarke e filma nel corso degli anni l’esplosione e la “caduta” del fenomeno punk con progetti come D.O.A.(1981), Born to Lose: The Last Rock and Roll Movie (1999) e Hey! Is Dee Dee Home? (2002). Gringo viene proiettato nel 1985 alla Berlinale. Kowalski ha filmato gli homeless del Lower East Side (Rock Soup, 1991, menzione speciale al Sundance), i giovani anarchici di Cracovia (The Boot Factory, 2002) e gli orfani di Kabul (Charlie Chaplin in Kabul, 2003). In East of Paradise (2005), miglior film della sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, la madre di Kowalski Maria Werla racconta la sua esperienza nei gulag sovietici agli inizi della seconda guerra mondiale. Nel 2014 Filmmaker Festival gli ha dedicato una retrospettiva dal titolo: Camera Gun. Il cinema ribelle di Lech Kowalski. Nel 2017 I Pay for Your Story ha vinto il concorso internazionale.