PICÓ: Un parlante de Africa en America

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PICÓ: UN PARLANTE DE AFRICA EN AMERICA

un film di Invernomuto
con Fabian Altahona Romero, Dairo Barriosnuevo, Edilberto de la Hoz, William Gutierrez,
Lucia Molina Martinez, Ralphie Polo, Alo Ratista
sceneggiatura: Invernomuto ● fotografia: Jim Christopher Nedd
montaggio: Invernomuto ●  suono: Invernomuto
produzione: Plusdesign
distribuzione: Invernomuto
Stati Uniti, Italia, 2017 ● 60 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

2017 XVII Concorto Film Festival ● 2018 Biografilm Festival

giovedì 28 febbraio, proiezione inaugurale, in sala INVERNOMUTO e il co-regista Jim C. Nedd

Dopo Negus, gli Invernomuto tornano al Beltrade con un nuovo progetto artistico. Stavolta si spostano nel colorato mondo della tradizione colombiana per indagare un fenomeno sfaccettato, dagli aspetti musicali e visivi abbaglianti lasciando uguale spazio al caleidoscopico ambiente costeño e al naturale svolgersi di una storia ancora da scrivere.

PICÓ: Un parlante de Africa en America è un documentario sulla tradizione dei Pico, soundsystem vividamente decorati che animano le feste della Costa Atlàntica della Colombia.
La storia dei Pico risale agli anni ’60, ma le sue radici sono da cercare più a fondo, ai tempi della tratta degli schiavi, quando la costa colombiana occupava un ruolo strategico nelle rotte. Questo fece sì che attraverso le città portuali colombiane si diffondessero i dispositivi tecnologici e i prodotti culturali (compresa musica dall’Africa Occidentale) che in seguito posero le basi per la cultura dei Pico.
I pittori locali, falegnami e i picoteros (DJ) che tuttora stimolano la tradizione sono coscienti di questa storia e del suo più ampio significato culturale: il “sistema dei Pico” prosegue una tradizione di lotta degli espropriati, di rivolta contro la soggiogazione.
Attraverso interviste girate a Barranquilla, Cartagena e Palenque, i protagonisti di questa tradizione penetrano a fondo di un fenomeno tanto sfaccettato, quanto i suoi aspetti visivi e musicali sono abbaglianti. La regia di Invernomuto e Jim C. Nedd dà uguale spazio al caleidoscopico ambiente costeño e al naturale svolgersi di una storia ancora da scrivere.

«I picós, sound-system customizzati e dipinti di colori vivaci usati per le feste in strada, sono emblematici degli incroci di culture che affascinano i due artisti: il picó è colombiano, frutto di una tradizione popolare che si è sviluppata negli anni Sessanta nelle città costiere dell’Atlantico; i ritmi tropicali che diffonde sono rivendicati come “africani” dai suoi promotori; i motivi dipinti con le bombolette spray fanno riferimento a simboli di potere universali – lupi, carri armati, Rambo, Thor, Gheddafi, ecc. – e servono ad affermare una sorta di supremazia mentale e territoriale. Ciò che affascina il duo di artisti è la costruzione di una cultura endogena a partire da elementi esogeni. Nel caso della tradizione dei picós, se il concetto del sound-system compare negli anni Cinquanta in Giamaica, gli altri elementi sono presi in prestito: le radici africane degli abitanti della costa sono state “riscoperte” anche grazie all’arrivo dei vinili di musica soukous, highlife, o rumba provenienti dalla costa ovest del continente africano nel porto di Barranquilla negli anni Sessanta; mentre le figure totemiche riprodotte sono tratte da un repertorio popolare globalizzato. Il risultato finale ha molteplici funzioni: esercita un potere di attrazione non solo grazie alla qualità del suono e al ritmo frenetico della musica del dj di turno, ma anche attraverso il suo aspetto visivo e il suo programma iconografico divulgativo; è un marchio dell’identità della comunità e stimola una narrazione anti-egemonica che ne valorizza la discendenza africana.» (Charlotte Laubard, Flash Art)