POESIA SENZA FINE

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Poesia senza fine ● Poesia sin fin

un film di Alejandro Jodorowsky
con Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores,
Jeremias Herskovits, Kaori Ito
sceneggiatura: Alejandro Jodorowsky ● fotografia: Christopher Doyle
montaggio: Maryline Monthieux ● musica: Adan Jodorowsky
produzione:
distribuzione: Mescalito film
Cile, Francia, 2016 ● 128 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

POESIA SENZA FINE, un viaggio introspettivo che pesca ancora una volta nella biografia e nell’universo fantasmatico e visionario del regista cileno, il suo personalissimo Amarcord a cavallo tra surrealismo ed esperienza psicomagica

Nel fermento della capitale cilena degli anni Quaranta e Cinquanta, Alejandrito Jodorowsky, ventenne, decide di diventare poeta contro la volontà della famiglia. Immerso nel mondo artistico e bohémien dell’epoca, fa la conoscenza di Enrique Lihn, Stella Diaz, Nicanor Parra e molti altri giovani scrittori che diventeranno maestri della letteratura moderna sudamericana. Circondato da quest’universo di intellettuali e sperimentazione poetica, vivrà una vita come pochi hanno osato vivere: sensualmente, autenticamente, liberamente, follemente.

«Quando avevo 14 anni l’unica mia vacanza era andare al cinema e vedere i film americani. Poi un giorno improvvisamente apparve La strada di Fellini e mi cambiò la vita, perchè capii cosa poteva essere il cinema. In seguito quando venni a Roma con Santa sangre 25 anni fa, mi chiesero chi mi avesse influenzato, raccontai di La strada e Fellini lo lesse. Mi invitò allora a vedere le riprese di La voce della Luna. Arrivai tremando in una notte oscura mentre giravano in un campo gli esterni tutto con luci al neon. Lo vidi lì e per me lui era immenso, alto e grosso, quando mi vide aprì le braccia e mi disse [imita l’accento italiano con voce molto alta ndr.] “JODOROWSKY!!!” e io risposi: “PAPA’!!” ci abbracciamo e in quel momento cominciò a piovere a dirotto, tutti scappammo in cerca di un riparo, lo persi e non l’ho mai più visto. Questo è stato tutto il nostro incontro, due parole: Jodorowsky – Papà.» (Alejandro Jodorowsky)

«Jodorowsky prosegue il racconto giocoso e caricaturale della sua esistenza, inventando e reinventando un altro cinema, personale, libero, senza limiti. Un cinema taumaturgico abitato da creature fantastiche che sembrano fuggite dall’immaginario felliniano. Poeti, clown, nani, ballerine e giocolieri scendono in pista per salvare quello che possono con un atto poetico prodigioso. Su tutti dominano Stella Díaz (Pamela Flores), poetessa dai seni opulenti e i capelli rossi, che inizia Alejandrito al sesso e alla bellezza aggrappata a un’erezione senza fine, Enrique Lihn (Leandro Taub) compagno di notti liriche ed alcoliche che interpreta la poesia in azione e prosegue ‘tutto dritto’ fino al mattino, Pequeñita (Julia Avedano), nana che vuole crescere con l’amore. L’incontro del protagonista con gli amici poeti ridefinisce la sua vita e ridimensiona il terrore e l’orrore del quotidiano. Perché per Jodorowsky l’immaginario è nostro amico e aiuta a riconciliarsi col dolore. Il nostro, il suo.» (Marzia Gandolfi, mymovies.it)