RACCONTARE MILANO ATTRAVERSO IL CINEMA_3

/ / Chiacchiere, Ospiti

Raccontare Milano. 3
Un caso di eccellenza artigiana

● IL GESTO DELLE MANI ●

un film di Francesco Clerici
con Velasco Vitali, Lino De Ponti, Elia Alunni Tullini, Caled Saad
Luigi Contino, Nicolae Ciortan, Tommaso Rossi
fotografia e montaggio: Francesco Clerici
musica: Claudio Gotti
produzione: Velasco Vitali, Fonderia Artistica Battaglia, Francesco Clerici
distribuzione: Lab 80 Film
Italia, 2015 ● 77 minuti

v.o. in italiano

Berlinale 2015, Forum: premio FIPRESCI della Critica Internazionale

in sala il regista Francesco Clerici

ingresso gratuito

per prenotare scrivi a prenota@cinemabeltrade.net

Al Beltrade due autori, tre serate e quattro film che raccontano Milano da diversi punti di vista. Per riscoprire la storia e le tradizioni della nostra città.

Giulia Ciniselli e Francesco Clerici si incontrano su un tema e un interesse comune, mettendo a disposizione non solo le loro opere, ma uno sguardo che si è esercitato per anni nell’osservazione e nella restituzione dei valori e dei pregi di un quartiere e di una città.

sabato 7 settembre – Biografia di un quartiere
PROSSIMA FERMATA VIA PADOVA (Giulia Ciniselli)
a seguire 15 AGOSTO (Francesco Clerici)

sabato 14 settembre – Operosità di una famiglia milanese
IL SECOLO LUNGO DEI FRATELLI RAVIZZA (Giulia Ciniselli)

sabato 21 settembre – Un caso di eccellenza artigiana
IL GESTO DELLE MANI (Francesco Clerici)

sabato 21 settembre
16:30

Il film segue il processo di creazione di una delle sculture dell’artista Velasco Vitali, dalla cera al bronzo, presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. L’osservazione del lavoro di una squadra di esperti artigiani disvela un’immutata cultura tecnica, quella della fusione a cera persa, la cui tradizione risale al VI secolo a.C.: passato e presente si mescolano in uno spazio ipnotico fatto di gesti e rumori. Lo scultore italiano Giacomo Manzù diceva che la scultura è «un gesto delle mani, un gesto d’amore». Questo film è la trasposizione cinematografica di quella frase e allo stesso tempo è un omaggio al lavoro manuale, alla collaborazione, al cinema come racconto visivo.

«Il film nasce da tante fascinazioni: quella per un luogo “altro” come la Fonderia Artistica Battaglia e per il procedimento della fusione a cera persa; quella per un cinema capace di raccontare visivamente una storia senza troppi dialoghi, voci fuori campo e interviste; quella per una dimensione manuale e artigianale del fare (anche cinema) con pochi mezzi; quella delle scoperte fatte in questi anni di lavoro con Velasco Vitali.» (Francesco Clerici)

«Esordio nel lungometraggio di Francesco Clerici, Il gesto delle mani è un documentario insolito e ricco di fascino. (…) Disabituato a un cinema che sia fatto di immagini e gesti (tutti significativi e utili nell’economia dell’azione) lo spettatore occasionale può rimanere frastornato. Perché, malgrado la sua natura di documentario, Il gesto delle mani è cinema narrativo nella sua essenza più pura: racconto per immagini di una creazione, sviluppato senza l’interferenza dei dialoghi, tutto centrato sul gesto e sulla sua resa visiva. (…) Il film di Clerici esercita un’innegabile malìa sullo spettatore che sia disposto a stare alle sue regole; che voglia, cioè, seguirne l’incedere e l’originale rappresentazione del suo oggetto (…). La definizione di “documentario ipnotico”, che qualcuno ha voluto coniare per il film (e per il suo singolare modo di coinvolgere lo spettatore) non è poi tanto distante dal vero.» (Marco Minniti, quinlan.it)