RICORDI?

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RICORDI?

un film di Valerio Mieli
con Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo, Camilla Diana
sceneggiatura: Valerio Mieli ● fotografia: Daria D’Antonio ● montaggio: Desideria Rayner
produzione: Bibi Film, Les Films D’Ici
distribuzione: Bim distribuzione
Italia, Francia, 2019 ● 106 minuti

v.o. in italiano

Lui, docente universitario di Storia romana, è problematico e tormentato proprio come piace a Lei, che gli si manifesta eternamente solare e comprensiva. Lei, insegnante di liceo vive immersa nel presente, ritenendo che “una cosa è già bella durante, non solo dopo, quando te la ricordi”. Lui invece i ricordi li immagazzina, li impila uno sopra l’altro, senza riuscire più a distinguere i confini fra presente e passato, e senza essere capace di immaginarsi il futuro.

«Tutto il film, oltre che d’amore, parla di questo: dei ricordi che si formano in modo diverso in base agli stati d’animo di ognuno e che cambiano con il tempo.  Una domanda che ci siamo fatti tutti: in quella relazione siamo stati davvero felici e lo capiamo davvero solo ora? O è al contrario la nostalgia che rende tutto bello e ci inventiamo una felicità perfetta che non c’è mai stata? Il film racconta una relazione d’amore di due persone con visioni del mondo e del ricordo diverse: per lui la memoria mente, abbellisce una realtà insopportabile. Per lei svela invece la meraviglia delle cose, come le vedremmo se riuscissimo a essere davvero presenti mentre viviamo.» (Valerio Mieli)

«L’amore è la ricerca (impossibile?) di un equilibrio tra due misure in dialogo, ricordo dopo ricordo, immagine dopo immagine: una casa fragile, come il film. Un film bellissimo, ad alta cura formale (montato secondo le intermittenze del cuore da Desideria Reyner, già ottima in La città ideale e Salvo, e fotografato seguendo gli umori del rapporto da Daria D’Antonio…), un film fuori dalla misura del nostro realismo, ma a misura (e ci vuole coraggio) di personaggi respingenti, che a furia di scriversi e riscriversi si fanno letterari, tanto artificiali quanto veri. Un film (e ci vuole coraggio) privo d’ironia, serio, struggente, che rischia d’essere stucchevole, certo, perché è proprio questa l’esatta dismisura, cioè la giusta misura dell’amore.» (Giulio Sangiorgio, Film Tv)