Sole

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Sole

un film di Carlo Sironi
con Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Barbara Ronchi, Vitaliano Trevisan
sceneggiatura: Carlo Sironi, Giulia Moriggi, Antonio Manca
fotografia: Gergely Poharnok ● montaggio: Andrea Maguolo
suono: Stefano Sabatini, Marzia Cordò, Michal Fojcik ● musiche: Teoniki Rożynek
produzione: Kino Produzioni, LavaFilm, Rai Cinema
distribuzione: Officine Ubu
Italia/Polonia, 2019 ● 97 minuti

v.o. in italiano

2019, Mostra del cinema di Venezia, sez. Orizzonti: Premio Fedic, Premio Lanterna Magica,
Premio NuovoImaie Talent a Claudio Segaluscio (miglior attore esordiente)
TIFF – Toronto International Film Festival 2019, in concorso
Cinemed – Cinema Mediterranéen Montpellier 2019: premio Antigone d’or Miglior Film
Festival des Films du Monde de Montreal: Menzione speciale

venerdì 1° novembre ore 21.40 – proiezione speciale in sala il regista Carlo Sironi

definito un “nipotino dei Dardenne”, ma figlio reale di Alberto (regista storico della serie dedicata a Montalbano), CArlo Sironi è un esordiente da tenere d’occhio per il rigore minimalista con cui ha sorpreso la critica

Ermanno è un ragazzo che passa i suoi giorni fra slot machine e piccoli furti. Lena arriva in Italia dalla Polonia per vendere la bambina che porta in grembo e poter iniziare così una nuova vita. Ermanno deve fingere di essere il padre della bambina per permettere a suo zio e alla moglie, che non possono avere figli, di ottenere l’affidamento attraverso un’adozione fra parenti. Nell’attesa che la bambina venga al mondo cresce un legame inatteso tra i due ragazzi.

«Sin da giovane mi sono chiesto come sarebbe stata la mia vita se fossi diventato padre: cosa significa diventare padre, diventare genitori? Ovviamente non ha a che fare semplicemente con il mettere al mondo una creatura con il proprio corredo genetico, ma piuttosto con un cambio di approccio rispetto alle proprie prospettive, alle proprie aspettative. Cosa si prova a posare lo sguardo su una creatura appena nata di cui ti devi prendere cura, di cui ti senti responsabile? Mi sono chiesto se potrei mai diventare il padre di un bambino non biologicamente mio, un percorso forse meno usuale ma non per questo meno concreto. Sole è il tentativo di rispondere a questa domanda.» (Carlo Sironi)

«(…) Meno ovvio è il modo in cui l’esordiente Carlo Sironi dettaglia il lento ma inesorabile avvicinarsi di due anime ferite avvolgendole in una partitura sapientemente minimale tutta giocata sui vuoti, i silenzi, gli spazi, ma soprattutto gli sguardi e le posture di due ragazzi ridotti quasi alla loro essenza biologica primaria, e proprio per questo alla fine capaci di ribellarsi a un destino già scritto. (…) Sironi dimostra una padronanza e un rigore a dir poco inconsueti in un debutto italiano. (…) Ma con tanti film insopportabilmente ansiosi di piacere e compiacere, la purezza di “Sole” è il segno che c’è ancora chi crede nel cinema e non nel marketing.» (Fabio Ferzetti, L’Espresso)