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straniero, io?

by bah_prod_editor / giovedì, 23 febbraio 2017 / Published in Chiacchiere, FAB, Ospiti

Straniero io?

un film di di Carlo Concina, Cristina Maurelli
fotografia: Diego Capelli, Carlo Concina
musiche originali: Francesco Pederzani  ● produzione esecutiva: Giorgia Mosca
produzione e distribuzione: Liberi svincoli
Italia, 2017, 70 minuti

giovedì 12 ottobre ore 21.40 proiezione speciale
in sala gli autori, Carlo Concina e Cristina Maurelli
introduce Massimo Cirri di Caterpillar

Monza, una città iperborghese, stucchevolmente fighetta, tristemente moralista e ultraconservatrice? o Monza cantiere multietnico e culla della multicuLturalità?

Il film è stato realizzato per il progetto “Cronache d’integrazione” con il contributo del COMUNE DI MONZA, Assessorato alle Pari Opportunità, Servizio Pari Opportunità, Partecipazione e Giovani attraverso il bando “Opportunità in Rete”, all’interno dei percorsi di coesione sociale.

Proiettato a Monza in numerose occasioni ha fatto sempre registrare un enorme successo di pubblico

Cosa significa essere straniero? È straniero chi è nato fuori dai confini ed è diventato italiano? E chi è nato in Italia, ma non è italiano? E chi vive e lavora in Italia e sente che questo è il suo Paese? Il nostro portinaio, il nostro medico, il nostro compagno di scuola sono davvero stranieri?
Allora è straniero chi è diverso? E dunque non siamo tutti stranieri?
Il film documentario, prodotto da Liberi Svincoli per la regia di Carlo Concina e Cristina Maurelli, racconta il punto di vista di persone di diversa nazionalità, età e storia personale, considerati “stranieri” per il colore della pelle, per il modo di parlare, per il velo indossato, per quei pregiudizi, difficili da estirpare, che tendono a etichettare le persone.
“Straniero io?” è un sorprendente mosaico di volti, un mix di parole, sorrisi e pensieri che mostra quanto la nostra società sia un melting-pot ricco di diversità.
Famiglia e lavoro, discriminazione e solidarietà, emarginazione e integrazione vengono raccontati dai protagonisti con differenti visioni e punti di vista, permettendo allo spettatore di riflettere sui grandi cambiamenti sociali in atto.
Il film dà voce a chi normalmente non ne ha, tratta il tema della migrazione al di là delle ideologie, mettendo a confronto immigrazione passata con quella più recente ed evidenziandone contrasti e problematiche.

«Girare questo film è stato sorprendente. Man mano che giravamo, che incontravamo persone, che scoprivamo realtà nuove, diventava chiaro che non era possibile trovare un’esemplificazione. Non c’era cioè una storia che poteva diventare esplicativa. Ogni storia aveva le sue specifiche caratteristiche, a volte anche le sue tipicità ma non era esaustiva per raccontare il fenomeno. Più giravamo più diventava evidente che la “categoria” straniero era indefinibile: c’era chi era nato qui ma non era italiano, chi era nato là ed era italiano, chi non sapeva l’italiano e chi invece lo parlava benissimo, chi aveva la pelle scura, chi il foulard in testa, chi era bianco e biondo… E ogni tentativo di semplificazione, falliva.
Insomma ogni storia è a sé. Perché ogni persona è unica. E il fatto di essere “straniera” è solo un pezzettino di quella storia. Per questo abbiamo deciso di raccontarle tutte le storie e le persone che abbiamo incontrato. E avremmo potuto continuare…
Pensiamo che la parola straniero non debba più esistere. Che forse non hanno più senso nemmeno le parole confine, territorio, Paese… Alla domanda “dove è casa?” la gran parte degli intervistati ha risposto dove ci sono i miei figli. Affondiamo le nostre radici negli affetti più cari: sono questi che ci rendono tutti… umani..». (Carlo Concina, Cristina Maurelli)

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