Submergence

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SUBMERGENCE

un film di Wim Wenders
con James McAvoy, Alicia Vikander, Alexander Siddig, Celyn Jones, Reda Kateb
Mohamed Hakeemshady, Jannik Schümann, Harvey Friedman, Jean-Pierre Lorit
sceneggiatura: Erin Dignam
fotografia: Benoît Debie ● montaggio: Toni Froschhammer
musiche: Fernando Velázquez
produzione: Backup Films
distribuzione: Movies Inspired
Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, 2017 ● 112 minuti

v.o. inglese, arabo, francese con sottotitoli in italiano

Tratto dal romanzo di J. M. Ledgard un melodramma sull’amore intenso ma impossibile fra un uomo e una donna divisi dalla storia e uniti da un legame che vive sott’acqua, nel buio del mondo dal quale può risorgere la vita. Wim Wenders torna alle origini del suo cinema tra sentimento, dramma e thriller.

Lui è James, un agente segreto britannico; lei è Danielle, una scienziata impegnata nello studio dei fondali degli oceani. Il loro amore nasce in Normandia, dove i due si incontrano in un resort in spiaggia. Iniziano una relazione che sembra andare a gonfie vele, intensa e profonda. Ma l’incantesimo prima o poi si spezza e i due innamorati devono tornare ai loro impegni. Dopo la vacanza, James dovrà recarsi in Somalia per un’operazione di spionaggio sotto copertura che lo vedrà faccia a faccia con pericolosi estremisti islamici. Danielle invece partirà per un progetto che la condurrà negli abissi del Mar Glaciale Artico.

«Ho letto il romanzo e l’ho trovato meraviglioso. Non avevo mai letto nulla di simile, ma non riuscivo a capire come si potesse trasporre in immagini. Eppure, nonostante tutto, credo fosse un buon segno: non sapere come fare una cosa è una buona ragione per cercare di farla. (…) Quello che realmente spero è che in un piovoso giovedì sera a Bristol, Detroit o dovunque si trovi, lo spettatore esca dal cinema con una visione del pianeta e delle proprie abitudini anche solo leggermente diversa da prima, da prima di entrare al cinema. Che si renda conto di quanto è grande e vario il mondo, ma anche di quanto possa risultare fragile…» (Wim Wenders)

«Wim Wenders ha sempre sondato l’abisso (in)visibile dei sentimenti umani, concependo le proprie immagini come il falso movimento necessario per dar forma proprio a quelle dimensioni interiori. Da questo punto di vista Submergence è un film intimamente wendersiano: produzione e cast internazionale, stile e referenze transnazionali, tematiche universali che ci immergono nella storia recente. Tra (…) l’oblio della storia e il buio dell’oceano scocca una scintilla di luce in quel semplice incontro amoroso. Un fantasma di memoria che torna ossessivamente nel fuori campo delle loro vite: il cinema si configura quindi come tempo sospeso e dilatato che impasta le immagini di Alain Resnais con quelle di David Lean, gli umori di Nicholas Ray con quelli di Terrence Malick. Del resto “se non esamini i bordi al microscopio non puoi vedere dove la vita comincia o finisce”, dice Danielle. E Wim Wenders non ha mai avuto paura di semplificare coraggiosamente il “centro” delle sue narrazioni, per soffermarsi solo sui “bordi” delle stesse (quindi sugli scarti sentimentali che configurano l’imperfezione della vita). Submergence è un film straordinario ed esilissimo, tutto costruito su raccordi di sguardo impossibili che sfidano il tempo e lo spazio: Wenders concepisce ancora il montaggio come frattura del tempo narrativo e sutura in un tempo interiore, piegando così ogni narrazione codificata (che qui sfrutta evidenti referenze ai generi classici dalla spy story al melodramma) nella contingenza del sentimento. Una fiducia incrollabile nel cinema come esperienza umana di ricerca e cambiamento che commuove di per sé.» (Pietro Masciullo, sentieriselvaggi.it)