TESNOTA

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TESNOTA ● CLOSENESS

un film di Kantemir Balagov
con Atrem Cipin, Olga Dragunova, Veniamin Kac, Darya Zhovnar
sceneggiatura: Kantemir Balagov, Anton Yarush
fotografia: Artem Emelianov ● montaggio: Kantemir Balagov
produzione: Lenfilm Studio, Club 418, Alexander Sokurov’s Fund
distribuzione: Movies Inspired
Russia, 2017 ● 118 minuti

v.o. russo con sottotitoli in italiano

Cannes Film Festival 2017: premio FIPRESCI nella sezione Un Certain Regard
Lisbon & Estoril Film Festival 2017: premio per il miglior film e la migliore attrice

Dalla Russia uno degli esordi più convincenti e determinati degli ultimi anni, dove la storia dei singoli diventa con i suoi sconvolgimenti riflesso della Storia collettiva.

Siamo a Nalchik, nel Caucaso settentrionale, l’anno è il 1998. Ilana, 24 anni, aiuta il padre nella sua officina. La sera, dopo che in casa viene festeggiato il fidanzamento del secondogenito David, il ragazzo viene rapito insieme alla sua amata. La comunità ebraica di cui entrambe le famiglie fanno parte si riunisce per provare a racimolare i soldi necessari per pagare il riscatto. Ma non bastano. Che cosa è disposta a fare la famiglia di David per salvare suo figlio?

«Tesnota significa vicinanza, strettezza e volevamo che gli spettatori sperimentasse questi sentimenti tramite diversi escamotage, compreso il formato di ripresa in 4:3. La scelta del formato è anche legata al fatto che la mia è una storia di persone e con un’inquadratura più stretta come questa si è portati a dare rilevanza più ai personaggi che agli ambienti. Ma volendo scavare più a fondo potrei dire che Tesnota si riferisce anche al legame quasi soffocante che può intercorrere tra i membri di una famiglia, così stretto al punto tale da far perdere le tracce di una propria individualità. E in qualche modo questo riguarda anche le mie regioni, dove gruppi etnici tanto diversi sono costretti nei confini di un piccolo pezzo di terra”» (Kantemir Balagov)

«Allievo di Sokurov alla scuola di cinema creata presso l’Università di Nalchik, Balagov ha la capacità rara di affermare l’autonomia del suo sguardo, al di là di qualsiasi tributo d’onore o tentazione emulativa. (…) Tesnota, raccontando apparentemente una storia intima, un caso di specie, mette sul piatto tutte le questioni fondamentali di oggi, dall’intolleranza al terrorismo, dalle rivendicazioni di autonomia alle dittature dell’economia.E non si tratta di semplici notazioni accessorie, ma di urgenze che fanno parte integrante del dramma, nutrendone le svolte e le tensioni. Eppure, ancora oltre, il film tocca pure vertigini di emotive, quando racconta l’ambiguità permanente dei legami, sempre sospesi tra l’odio e l’affetto, tra il desiderio di fuga e il morboso istinto di protezione e di possesso» (Aldo Spiniello, Sentieri Selvaggi)