The Farewell – Una bugia buona

/ / Senza categoria

The Farewell – Una bugia buona
The Farewell

un film di Lulu Wang
con Awkwafina, Shuzhen Zhao, X Mayo, Tzi Ma, Yang Xuejian,
Diana Lin, Becca Khalil, Yongbo Jiang, Han Chen, Aoi Mizuhara
sceneggiatura: Lulu Wang ● fotografia: Anna Franquesa Solano
montaggio:  Matt Friedman, Michael Taylor ● musiche: Alex Weston
produzione: Big Beach Films, Depth of Field, Kindred Spirit
distribuzione: Bim Distribuzione
Stati Uniti, 2019 ● 100 minuti

v.o. mandarino, inglese, giapponese, italiano con sottotitoli in italiano

2020, Golden Globe: nomination miglior attrice e miglior film straniero
2019, Sundance FF: in concorso ● 2019 Festa del cinema di roma: in concorso

primo lungometraggio di finzione della regista e sceneggiatrice Lulu Wang, basato sulla storia vera della sua famiglia che entra nelle intimità di un nucleo famigliare e delle forti ipocrisie culturali. Billi, la protagonista è un personaggio che ricalca le caratteristiche e la vita della stessa regista, ed è interpretata dalla rapper Awkwafina, al suo primo vero ruolo di spicco dopo aver mosso i primi passi nel mondo del cinema con pellicole come Crazy Rich Asian e Ocean’s 8

Billi, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, tornata a malincuore a Changchun, scopre che in famiglia tutti sanno che alla sua amata nonna restano solo poche settimane di vita, ma hanno deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata. Per proteggere la sua serenità, si riuniscono con il festoso espediente di un matrimonio affrettato. Avventurandosi in un campo minato di aspettative e convenevoli di famiglia, Billi scopre che, in realtà, ci sono molte cose da festeggiare: l’occasione di riscoprire il Paese che ha lasciato da bambina, il meraviglioso spirito di sua nonna e i legami che continuano ad unire anche quando c’è molto di non detto.

«Ho cercato di essere autentica nell’esplorazione dei sentimenti: questo film non vi manipola. Girarlo è stato come vivere finalmente quella catarsi che non ho mai provato nella vita. Ho capito subito che avrei dovuto trovare equilibrio tra la mia responsabilità verso questo mestiere – e cioè raccontare la verità – e allo stesso tempo mantenere il rispetto verso la mia famiglia. A volte fare entrambe le cose può essere difficile, a volte non puoi essere onesto e avere rispetto contemporaneamente. Allora a un certo punto mi sono detta: “questi personaggi non sono la mia famiglia”. Cosa c’è bisogno di raccontare veramente? Ho dovuto distaccarmi: sapevo che era una storia personale, ma ho dovuto capire anche che non lo era. È un film che parla di una famiglia. Non importa che aspetto hanno questi personaggi, o che lingua parlano.» (Lulu Wang)

«Una trama che dovrebbe essere drammatica (e lo è) eppure si veste da divertente commedia. E ancora il confronto tra le culture, quello tra la verità e la bugia: quello di Lulu Wang è un film tutto basato sul gioco tra opposti che si mescolano fino a farsi sostanzialmente indistinguibili. Un indie americano che si allontana dagli stereotipi dell’indie americano, e che racconta con leggerezza e originalità una storia di commovente semplicità, divertendo e allungandosi verso la commozione in modo obliquo e semplice, evitando ogni patetismo e ogni ricatto.» (Federico Gironi, comingsoon.it)