beltrade-logo-vert

SPETTACOLI MATTUTINI, POMERIDIANI E SERALI
VIA OXILIA 10, MILANO T. 02 26820592
MM 1 FERMATA PASTEUR  TRAM 1 FERMATA MORBEGNO

The road: a story of life and death

by bah_prod_editor / giovedì, 16 marzo 2017 / Published in Chiacchiere, Ospiti

The road: a story of life and death

un film di Marc Isaacs
con Keelta, Billy, Peggy, Brigitte, Iqbal
sceneggiatura: Iqbal Ahmed, Marc Isaacs ● fotografia: Marc Isaacs
montaggio: David Charap ● musiche: Lance Hogan
produzione: Bungalow Town Productions, Crow Hill Films
distribuzione: Lab 80 film
Gran Bretagna, Irlanda 2013 ● 75 minuti

v.o. inglese sottotitolata in italiano

proiezione speciale alla presenza del regista Marc Isaacs e di Laura Rascaroli

in collaborazione con Lab 80 film arriva in sala con una serata speciale THE ROAD: A STORY OF LIFE AND DEATH di Marc Isaacs, una serie di storie che si intrecciano sullo sfondo della più antica strada romana in terra inglese.

Sulla più antica strada romana della capitale inglese, il regista incontra Keelta, una giovane irlandese che lascia la sua casa per costruirsi una nuova vita. Billy, un vecchio lavoratore irlandese, combatte invece per dare un senso alla sua vita. E poi ci sono Peggy, un’anziana rifugiata ebrea viennese, e Brigitte, una ex hostess originaria della Germania, che hanno entrambe sofferto a causa di matrimoni sbagliati. Infine Iqbal, un mesto portiere d’albergo indiano, che aspetta l’arrivo della moglie dal Kashmir. Alternativamente toccante, divertente e rivelatorio, questo road movie dolceamaro su esiliati e migranti in cerca di una vita migliore nella Gran Bretagna multiculturale è stato commissionato dal ramo documentaristico della BBC, Storyville.

«All’inizio, quando ho scoperto che la strada arriva fino al nord del Galles, avevo sempre un dubbio su quanto andar lontano e quali aree esplorare. Siamo partiti da Londra ed è stato difficile allontanarsene, con così tante cose interessanti che succedono appena fuori della porta di casa. (…)
Il film mi ha fatto capire definitivamente che  “Casa” è sempre un’idea temporanea e transeunte. In un certo senso siamo tutti migranti perché non sappiamo esattamente da dove veniamo e dove andremo. La vita è un’esperienza transitoria, torvare una casa fisica con mattoni,  malta e  delle relazioni  è un fatto, ma c’è sempre incertezza su quel che accadrà dopo. E’ davvero un mistero, e in quel senso noi non siamo diversi dai personaggi del film. (…) Ma ho scoperto che ogni personaggio ha una sua diversa idea di “Casa”.  (…) per molti personaggi quell’idea ha a che fare con la famiglia e ciò che si sono lasciati dietro le spalle.» (Marc Isaacs)

«La strada del film accattivante di Marc Isaacs è l’A5, l’eredità romana lunga 300 miglia che collega la Terra Santa al Marble Arch [l’arco trionfale di Londra, ndr]. Isaacs ha posto la sua camera in vari punti per registrare il passaggio dei tanti viaggiatori: Musulmani in marcia, monaci buddisti che cercano il nirvana a Colindale, un ex marinaio con problemi di alcol, la cui solitudine è terribilmente toccante e raramente osservata con tanta onestà. Come proposto dal suo documentario del 2001 dal titolo Lift – che cercava i suoi personaggi in un quartiere di grattacieli – Isaacs è forse il cineasta più vicino alla gente in tutto il cinema britannico, con il suo modo di collocare straniamento, malinconia e gioia nel paesaggio urbano e in chi lo abita.  Quasi tutti i personaggi avrebbero meritato un film a parte, ma la vivace diversità è centrale a ciò che emerge come sottilmente acuto, ricco di humour e, soprattutto, come umano contributo al dibattito sull’immigrazione: la strada è ripercorsa come un’ancora di salvezza, che pompa sangue fresco nel cuore della città.» (Mike McCahill, The Guardian)

TOP