TOUCH ME NOT

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TOUCH ME NOT ● Nu ma atinge-ma

un film di Adina Pintilie
con Laura Benson, Tómas Lemarquis, Christian Bayerlein, Grit Uhlemann,
Adina Pintilie, Hanna Hofmann
sceneggiatura: Adina Pintilie ● fotografia: George Chiper ● montaggio: Adina Pintilie
musiche: Ivo Paunov
produzione: Manekino Film, 4 Proof Film, Agitprop
distribuzione: I Wonder Pictures
Romania, Germania, Repubblica Ceca, Bulgaria, Francia, 2018 ● 125 minuti

v.o. in inglese, tedesco con sottotitoli in italiano

Berlinale 2018: Orso D’Oro Miglior Film, Miglior opera prima

Orso d’Oro alla Berlinale 2018, TOUCH ME NOT è il viaggio emotivo nella vita di tre persone alla ricerca dell’intimità, una (auto)riflessione sulla natura dei rapporti umani, sulla difficoltà di accedere alla propria sfera più intima, sulla negoziazione continua tra realtà e finzione nel rapporto profondo con l’altro e con noi stessi.

domenica 17 febbraio
19:10

lunedì 18 febbraio
16:50

martedì 19 febbraio
15:40

mercoledì 20 febbraio
19:30

Laura non può sopportare di essere toccata. Prova anche con un giovane che si prostituisce ma non riesce a superare il suo problema. Christian soffre di una disabilità grave e parla con grande sincerità dei propri desideri in campo sessuale e dell’amore per la sua compagna. I due partecipano a un workshop in cui sono presenti persone di varia età e a cui é presente anche Tudor che appare molto vulnerabile ma accetterà di condividere le proprie sensazioni.

«Touch Me Not vuole diventare uno spazio per un'(auto)riflessione e trasformazione in cui chi guarda viene spinto ad approfondire la propria conoscenza della natura umana. Il film vuole anche valutare in modo diverso le esperienze e le idee a proposito dei rapporti intimi con un focus particolare sulla de-oggettivizzazione e personalizzazione dello scambio umano, stimolando la nostra curiosità sul diverso’Altro’ e la nostra empatica capacità di metterci nella pelle altrui.» (Adina Pintilie)

«Dalla prima scena del film, che esplora da vicino il corpo nudo di un uomo compresi i suoi genitali, si capisce che Touch Me Not non è il solito rappresentante, sessualmente moderato, della cosiddetta New Wave rumena. (…)
Pintilie sfuma il confine tra realtà e finzione con il suo approccio sperimentale al difficile tema del film. La videocamera, il punto in cui solitamente la finzione finisce e la realtà comincia (o viceversa), diventa un confine fluido, un punto di comunicazione, negoziazione e introspezione. La regista guarda l’attrice e l’attrice guarda in profondità negli occhi della regista (e del pubblico), un assetto che fornisce un accesso intrigante agli strati più profondi della performance.
Laura può essere considerata la protagonista del film, poiché i suoi incontri spesso emotivi e inquietanti con vari professionisti del sesso invitano lo spettatore a meditare sui propri limiti riguardanti l’immagine di sé e della propria sessualità. (…)
Supportato da performance del tutto convincenti, Touch Me Not si avvale anche della presenza di Christian Bayerlein, un uomo gravemente disabile che vediamo per la prima volta in una seduta di terapia tattile in ospedale. Christian si apre davanti a Tómas (Tómas Lemarquis), un uomo con problemi psicologici, su come le persone reagiscono alle sue deformità e su come questa reazione non ha nulla a che fare con l’essere buoni o cattivi.
Non c’è modo migliore per Pintilie di spingere il pubblico fuori dalla sua zona di comfort e discutere le differenze tra il modo in cui percepiamo noi stessi e il modo in cui gli altri ci percepiscono. Con la sua interfaccia fluida tra finzione e realtà, il film sembra suggerire che tutti noi negoziamo continuamente la quantità di finzione e di realtà nella nostra vita, nel nostro rapporto con noi stessi.
Forse Touch Me Not non è esattamente un film da amare, ma è sicuramente un film da non dimenticare.» (Stefan Dobroiu, Cineuropa)