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victoria

by bah_prod_editor / mercoledì, 15 marzo 2017 / Published in Senza categoria

victoria

un film di Sebastian Schipper
con Laia Costa, Frederick Lau, Franz Rogowski, Max Mauff, Burak Yigit, André Hennicke
sceneggiatura: Olivia Neergaard-Holm, Sebastian Schipper, Eike Frederik Schulz
Fotografia: Sturla Brandth Grøvlen ● Montaggio: Olivia Neergaard-Holm ● Musica: Nils Frahm
produzione: MonkeyBoy, Radical Media ● distribuzione: Movies Inspired
Germania, 2015 ● 140 minuti

v.o. tedesco, inglese, spagnolo sottotitolata in italiano

Berlin IFF 2015: Orso d’Argento per la miglior fotografia a Sturla Brandth Grøvlen
Premio del pubblico “Berliner Morgenpost” ● German Film Awards 2015: vincitore miglior film,
miglior regia, miglior fotografia, miglior attore e attrice protagonista, migliore musica

in collaborazione con Movies Inspired, finalmente in sala uno dei film che hanno fatto parlare di più di sé alla Berlinale del 2015.

Girato in un unico piano sequenza (riuscito al terzo tentativo) da un unico operatore per le strade di Berlino, il film di Sebastian Shipper inizia una notte d’aprile alle 4.30 e finisce 2 ore e 20 minuti più tardi, e non è un esercizio di stile, ma un tentativo perfettamente riuscito di trascinare lo spettatore nella vortice della vita notturna di un gruppo di giovani

30 aprile-22:20

1 maggio-19:40

3 maggio-21:50

Berlino, notte. Victoria, una ragazza di Madrid che da poco si è trasferita nella metropoli tedesca, sta ballando da sola in un club. Uscendo, incontra un gruppo di quattro ragazzi un po’ sbronzi. Si unisce a loro, forse attirata da Sonne, il più intraprendente della comitiva. Victoria sembra aver finalmente incontrato gli amici che cercava. Ma la notte prende una piega inaspettata e, fino all’alba, sarà una lotta continua per salvarsi la pelle.

«Sì, il film è girato davvero in un unico piano sequenza, ma al primo tentativo era noioso, al secondo gli attori sembravano impazzire all’improvviso, mentre al terzo il film ha preso di botto la sua struttura, ha cominciato a scorrere, come in un’improvvisazione jazz…è stato proprio come perdere totalmente il controllo. Tutti parlano di autenticità e di essere radicali e diretti e cose del genere. L’idea era quella di prendere questo obiettivo davvero alla lettera e scoprire dove ci avrebbe portati, scoprire se è davvero quello che la gente vuole, se è quello che noi vogliamo. Qual è il senso reale di queste parole? Per noi era parte integrante del progetto decidere di girare il film in un piano sequenza, e se poi avessimo dovuto tagliare avremmo semplicemente detto ‘in questo film ci sono 3 tagli’ o ‘5 tagli’;  l’avremmo dichiarato, non l’avremmo nascosto. Sarebbe stato comunque un progetto pazzesco, anzi pazzo e quasi catastrofico, perché alla fine è tutto relativo al processo, e a ciò che il processo provoca.» (Sebastian Schipper)

«presentato in concorso alla 65ª edizione del Festival di Berlino: un film che per raccontare il viaggio al termine della notte di cinque ragazzi sceglie la strada di un unico piano sequenza di ben due ore e venti, facendo così vivere allo spettatore, sulla propria pelle, ogni singolo istante della vorticosa nottata. Un progetto veramente incredibile che, prima ancora di lasciare il tempo di riflettere sulla scelta di riprendere tutto senza mai staccare la macchina da presa, riesce a travolgere il pubblico con la semplice forza del racconto. Victoria, infatti, è un film che ha l’enorme pregio di mutare costantemente, passando attraverso vari generi cinematografici sempre in maniera efficace e convincente, riuscendo così a risultare costantemente imprevedibile, come d’altronde lo è la vita stessa.».(Francesco Ruzzier, storiadeifilm.it)

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