Vita nova

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VITA NOVA

un film di Danilo Monte, Laura D’Amore
con Danilo Monte, Laura D’Amore
sceneggiatura, fotografia, montaggio: Danilo Monte, Laura D’Amore
produzione: Collettivo Don Quixote, Polivisioni creAction
distribuzione: Distribuzioni dal basso
Italia, 2016 ●  80 minuti

v.o. in italiano

Lenola Film Festival (2017) – Miglior Documentario
57 Festival dei Popoli (2016) – Selezione Ufficiale
Salina Doc Fest XI (2017) – Premio SIAE, menzione speciale al montaggio premio AMC

mercoledì 10 aprile ospiti in sala Danilo Monte e Laura D’Amore
introduce Sara Zambotti, antropologa e conduttrice di Caterpillar

Dopo il rapporto tormentato con il fratello in Memorie – In viaggio verso Auschwitz, Danilo Monte insieme a Laura D’amore decidono di filmarsi per raccontare il percorso intimo e profondo di una coppia alla ricerca di una “vita rinnovata dall’amore”.

Laura e Danilo non riescono ad avere un figlio e decidono di intraprendere la strada della fecondazione assistita. Nei mesi che precedono il primo tentativo di PMA (Procreazione Medicale Assisitita) sono spaesati e si rendono conto della complessità dell’esperienza che stanno per affrontare. Decidono allora di filmarsi per lasciare una traccia di quello che stanno vivendo, per elaborare e in futuro poter condividere con altre persone, attraverso il cinema, questa esperienza intensa e inaspettata. Qui inizia VITA NOVA, un film che parla del sogno di diventare genitori, del miracolo della vita come fatto assolutamente non scontato e della moderna condizione di coppia in cerca di un figlio. Laura e Danilo provano a capirne di più mettendosi in gioco in prima persona, nella speranza che questo film possa diventare strumento di riflessione per loro e per chi lo vedrà.

«La cosa nasce dal film precedente che avevo fatto con mio fratello, un’altra storia personale che parla del nostro rapporto. Durante le proiezioni il feedback umano è stato pazzesco, non ci sono mai stati giudizi morali da parte degli spettatori. Nel momento in cui ci stava per succedere questa cosa ho chiesto a Laura se le andava di provare a filmare. Il desiderio di avere un figlio non è facile da descrivere a parole ma è un sentimento molto forte. (…) In Italia, è molto difficile parlare di fecondazione assistita forse perché è, anche se indirettamente, collegata al sesso. Per molti c’è forse la paura di mostrarsi fragili al mondo non essendo in grado di dare la vita e questo impedisce di parlarne. E’ anche uno dei motivi per cui abbiamo fatto questo film. Ci accorgevamo che più i giorni passavano sempre più persone ci dicevano di aver intrapreso il percorso della fecondazione assistita dopo che noi iniziavamo a raccontare la nostra esperienza. Molto spesso queste persone ci confessavano di non averlo mai confidato a nessuno.» (Danilo Monte e Laura D’Amore)

«Al di là dell’urgenza del tema, che interessa proprio nell’istante in cui scava nella profondità dell’animo dei “personaggi”, la forza di Vita Nova sta nelle scelte di linguaggio. Nella volontà di non frapporre filtri tra l’immediatezza del riprendere e la verità della ripresa, di non cercare l’effetto estetico, la pulizia dell’inquadratura, il posizionamento esatto delle luci, la perfezione del sonoro, qualsiasi ipotesi di costruzione e, quindi, costrizione della messinscena a discapito dell’immediatezza e dell’imprevedibilità di ciò che accade davanti alla macchina da presa. Perché, stavolta, è più importante ciò che si muove sul piano della realtà rispetto a un’idea di composizione del quadro. E, dunque, le immagini conservano un margine di incompiutezza, si inclinano in traiettorie sghembe, oblique, incrociano frammenti di corpi e di gesti, lasciando agli occhi la libertà di perdersi nel fuoricampo e nelle ellissi del racconto.» (Aldo Spiniello, sentieriselvaggi.it)