what you gonna do when the world’s on fire?

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what you gonna do when the world’s on fire?
Che fare quando il mondo è in fiamme?

un film di Roberto Minervini
con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King
fotografia: Diego Romero Suárez-Llanos ● montaggio: Marie-Hélène Dozo
produzione: Okta Film, Pulpa Film, Shellac Sud con Rai Cinema
distribuzione: Cineteca di Bologna
Italia, USA, Francia, 2018 ● 110 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

Mostra del cinema di Venezia: Concorso ● Viennale: Premio della giuria
London FF: Miglior documentario

Dopo l’incandescenza di Louisiana, Roberto Minervini si sposta tra la gente di Baton Rouge e New Orleans durante il critico mese di luglio del 2016, quando una serie di eventi violenti scuote l’intero paese.

Estate 2017, una serie di brutali uccisioni di giovani africani americani scuote gli Stati Uniti. A Baton Rouge, in Louisiana, le nuove Black Panthers organizzano una manifestazione di protesta contro la brutalità e l’inefficienza della polizia verso i neri. Intanto una comunità nera cerca di andare avanti al meglio: Judy cerca di conservare il suo bar, un luogo che dà identità e gioia alla sua famiglia e alla collettività che gli ruota intorno; Chef Kevin, guardiano della tradizione “indiana” di una delle tribù di New Orleans, canta e insegna il valore dei suoi canti e dei riti del Mardi Gras; Ronaldo e il piccolo Titus percorrono insieme la città in un viaggio di formazione cui la mamma impone confini precisi, per evitare che un colpo di pistola neghi loro la chance di diventare grandi.

«Ho voluto scavare alla radice della disuguaglianza sociale nell’America di oggi, concentrandomi sull’irrisolta, cronica questione razziale nei confronti degli africani americani. La mia speranza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono all’intensificarsi dei crimini motivati dall’odio e delle politiche discriminatorie.» (Roberto Minervini)

«Raggiunto il cuore autentico di uno Stato disprezzato per il suo ‘ritardo’, l’autore incontra persone ordinarie che nessuno conosce ma che si conoscono tra loro, perché fanno musica insieme, perché lavorano insieme, perché lottano insieme in una capitale spaccata in due: il nord nero e povero, il sud bianco e agiato. In quel fosso razziale che non si smette di scavare, si inserisce il cinema di Minervini e quell’attitudine a sublimare la realtà tragica senza tradirla.» (Marzia Gandolfi , mymovies.it)