what you gonna do when the world’s on fire

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what you gonna do when the world’s on fire

un film di Roberto Minervini
con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King
fotografia: Diego Romero Suárez-Llanos  ● montaggio: Marie-Hélène Dozo
produzione: Okta Film, Pulpa Film, Shellac Sud con Rai Cinema
distribuzione: Cineteca di Bologna
Italia, USA, Francia, 2018 ● 123 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

Mostra del cinema di Venezia: Concorso ● Viennale: Premio della giuria
London FF: Miglior documentario

Dopo l’incandescenza di Louisiana, Roberto Minervini trasloca a Baton Rouge durante il critico mese di luglio del 2016, quando una serie di eventi violenti scuote l’intero paese.

What You Gonna Do When the World’s On Fire? avvicina Judy, una donna spezzata dalla vita e dai debiti che vorrebbe soltanto conservare il suo bar, ascolta i canti di Kevin, Spy Boy e guardiano della tradizione “indiana”, accompagna Ronaldo e Titus, che mamma vuole a casa prima che un colpo di pistola neghi loro la chance di diventare grandi, sfila al fianco di un ostinato collettivo dei diritti civili che eredita la rabbia delle Black Panther, denuncia la violenza della polizia e rilancia la marcia secolare del popolo nero verso l’emancipazione.

«Ho voluto scavare alla radice della disuguaglianza sociale nell’America di oggi, concentrandomi sull’irrisolta, cronica questione razziale nei confronti degli africani americani. La mia speranza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono all’intensificarsi dei crimini motivati dall’odio e delle politiche discriminatorie.» (Roberto Minervini)

«Raggiunto il cuore autentico di uno stato disprezzato per il suo ‘ritardo’, l’autore incontra persone ordinarie che nessuno conosce ma che si conoscono tra loro, perché fanno musica insieme, perché lavorano insieme, perché lottano insieme in una capitale spaccata in due: il nord nero e povero, il sud bianco e agiato. In quel fosso razziale che non si smette di scavare, si inserisce il cinema di Minervini e quell’attitudine a sublimare la realtà tragica senza tradirla.» (Marzia Gandolfi , mymovies.it)