A casa tutti bene

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A casa tutti bene

un film di Gabriele Muccino
con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco,
Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore
sceneggiatura: Gabriele Muccino, Paolo Costella ● fotografia: Shane Hurlbut
montaggio: Claudio Di Mauro ● musiche: Nicola Piovani
produzione: Lotus Production, Rai Cinema
distribuzione: 01 Distribution
Italia, 2018 ● 115 minuti

v. originale in italiano

Il nuovo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene è il ritratto di una grande famiglia riunita per festeggiare le Nozze d’Oro dei nonni

sabato 4 agosto 21:30 ▪︎ Osnago ▪︎︎ e per tetto un cielo di stelle

domenica 5 agosto 21:30 ▪︎ Osnago ▪︎︎ e per tetto un cielo di stelle

A Casa Tutti Bene è la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d’Oro dei nonni sull’isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un’improvvisa mareggiata blocca l’arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a rimanere sull’isola e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, con gelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

«Ho cercato di raccontare la società del nostro Paese, non necessariamente solo quella di oggi, e lo sforzo esplicito o sotterraneo di sopravvivere, di “rammendare” il passato, rimediare, migliorare il domani e ripartire. Ho cercato di realizzare un affresco che raccontasse la vita tra pathos, emotività e spasmo febbrile nella ricerca della felicità, un film che fosse senza tempo e che riflettesse uno stato di inquietudine sicuramente tipico dei nostri giorni ma che presumo e sospetto sia stato figlio di ogni epoca. La famiglia è nata insieme al primo villaggio primordiale, è un contenitore di vita e quindi di tutte le dinamiche di sopravvivenza della vita stessa. La famiglia è il nostro luogo di partenza, di fuga e di ritorno» (Gabriele Muccino)

«È un film su quel maledetto cordone ombelicale con cui una generazione eternamente figlia rischia di impiccarsi, di un’immaturità che è un rifugio, di fughe dalla realtà, di schemi vecchi per sentimenti nuovi. E se la sceneggiatura (di cui il regista è coautore con Paolo Costella) in alcuni momenti non brilla – ottima nella struttura, non sempre centrata nei dialoghi, in cui l’enfasi mucciniana in alcuni casi esonda -, a prenderti per il collo, nel film, è la fotografia di Shane Hurlbut e inevitabilmente il montaggio di Claudio Di Mauro che incorniciano le qualità tecniche e artistiche della visione del loro autore, capace come nessuno di riempire di senso e di sentimento spazi, visi, scorci, tempi.» (Boris Sollazzo, rollingstone.it)