ammore e malavita

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ammore e malavita

un film di Marco e Antonio Manetti
con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso
Sceneggiatura: Michelangelo La Neve , Manetti Bros. ● Fotografia: Francesca Amitrano
Montaggio: Federico Maneschi ● Musica: Pivio e Aldo De Scalzi
Produzione: Carlo Macchitella, Manetti Bros.
Distribuzione: 01 Distribution
Italia, 2017 ● 133  minuti

v.o. italiano

esce nelle sale il nuovo film dei Manetti Bros. Ammore e malavita, la conferma dell’amore dei fratelli Manetti per Napoli, raccontato con un musical che passa dalla commedia arrivando al noir con una certa disinvoltura. Un film tutt’altro che convenzionale.

24 ottobre-21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

25 ottobre-21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

26 ottobre-21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

14 novembre-17:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

14 novembre-21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

15 novembre-21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

16 novembre-21:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

Napoli. Ciro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer. Insieme a Rosario (Raiz) è una delle due “tigri” al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), “o’ re do pesce”, e della sua astuta moglie, donna Maria (Claudia Gerini). Fatima (Serena Rossi) è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza.

«Quel filo iniziale già conteneva molte cose, ci abbiamo costruito intrecci e personaggi, ma ci abbiamo messo dentro la Napoli che noi amiamo, e con cui abbiamo imparato a giocare Il nostro è un film che nasce e resta in un altro territorio, mica si chiede di politiche internazionali agli sceneggiatori di 007 Bond?» (Manetti Bros.)

«Teatro en plein air, Napoli è per la seconda volta protagonista del cinema degli autori romani (Song’e Napule), concentrato sulla lingua, il gesto, la tradizione popolare, il sottogenere, la performance e rielaborato in qualcosa che avvicina il concetto di opera d’arte totale. Un’esperienza pre-estetica dell’espressione artistica in cui ogni manifestazione umana è fusa insieme. Musica, danza, pittura, scultura, narrazione, teatro, cinema, recitazione si fondono in maniera indistinta e primordiale nella sceneggiata sentimentale dei Manetti, liberando a pieno campo la creatività da ogni forma di costrizione dei singoli mezzi espressivi..» (Marzia Gandolfi, mymovies.it)