Assassinio sull’Orient Express

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Assassinio sull’Orient Express ● Murder on the Orient Express

un film di Kenneth Branagh
con Kenneth Branagh, Johnny Depp, Penélope Cruz, Judi Dench,
Olivia Colman, Daisy Ridley, Michelle Pfeiffer, Willem Dafoe
sceneggiatura: Michael Green ● fotografia: Haris Zambarloukos
montaggio: Mick Audsley ● musiche: Patrick Doyle
produzione: Genre Films, Mark Gordon Company
distribuzione: 20th Century Fox
Stati Uniti, 2017 ● 114 minuti

v. doppiata in italiano

Kenneth Branagh porta di nuovo al cinema il celebre romanzo di Agatha Christie, dopo l’adattamento di culto di Sidney Lumet del 1974, ritagliando per sé il ruolo di Hercule Poirot in uno spettacolo cinematografico colorato e avvolgente.

giovedì 5 luglio 21:30 ▪︎ Pero ▪︎︎ centro Greppi

giovedì 9 agosto 21:30 ▪︎ Vedano al Lambro ▪︎︎ cinema in piazza

Gli illustri passeggeri a bordo del convoglio, riuniti nel lussuoso vagone ristorante, apprendono che un atroce omicidio si è consumato durante la notte: un distinto gentiluomo americano di nome Ratchett è stato pugnalato nel suo scompartimento. Tra i presenti si fa largo il sospetto che l’assassino, bloccato dalla neve, non abbia mai lasciato il treno e si nasconda ancora tra i viaggiatori dell’Orient Express. Poirot deve ricorrere a tutta la sua abilità per scoprire chi è l’assassino, prima che colpisca ancora.

«Credo che tutti gli attori siano come degli investigatori in cerca di prove. Il mio lavoro come detective, sia come interprete di Poirot che come regista del film, è partito dal romanzo di Agatha Christie, con una penna ho sottolineato le frasi che sarebbero state utili (…) così di colpo ti ritrovi a mettere insieme il tuo caso: tra fogli appesi al muro e appunti alla mano, provi a dargli una forma mentre cerchi gli indizi utili per risolvere il mistero» (Kenneth Branagh)

«Branagh, si diverte a impaginare l’avventura in un misto di teatralità e gusto hollywoodiano-retrò, ritagliando un Poirot dai vistosi baffi austroungarici che, pur caratteristicamente compulsivo-ossessivo, esplicita una più palpabile umanità. D’altronde questo è un caso che mette in crisi il suo profondo senso etico, in quanto verità e giustizia per una volta non sembrano coincidere. Molto branaghiana, e al contempo in sintonia con la visione della Christie, questa sottolineatura dell’aspetto morale dà una piccola marcia in più.» (Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa.it)