dumbo

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dumbo

un film di Tim Burton
con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny De Vito,
Eva Green, Roshan Seth
sceneggiatura: Ehren Kruger ● fotografia: Ben Davis
montaggio: Chris Lebenzon ● musiche: Danny Elfman
produzione: Tim Burton Productions, Walt Disney Pictures
distribuzione: Walt Disney Pictures
Stati Uniti, 2019 ●  112 minuti

v. doppiata in italiano

dopo il successo di Alice in wonderland arriva l’ultimo attesissimo film di Tim Burton, che continua i remake Disney. questa volta è il turno dell’intramontabile Dumbo.

mercoledì 10 luglio 21:30 ▪︎ Nova Milanese ▪︎︎ cinema sotto le stelle

sabato 20 luglio 21:30 ▪︎ Osnago ▪︎︎ e per tetto un cielo di stelle

domenica 21 luglio 21:30 ▪︎ Osnago ▪︎︎ e per tetto un cielo di stelle

La storia di Holt, un tempo artista del circo che, dopo aver combattuto in guerra, torna a casa profondamente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici lo ingaggia per prendersi cura di Dumbo, un cucciolo di elefante con due orecchie enormi che lo rendono lo zimbello dello staff del circo. Ma quando i figli di Holt scoprono che Dumbo è in grado di volare, l’imprenditore dalla lingua biforcuta V.A. Vandevere e l’acrobata Colette Marchant faranno dell’elefantino indifeso una star.

«Le fiabe della Disney hanno tutte dei simbolismi molto semplici per le emozioni che rappresentano. Mi piace l’idea di un elefante che vola, è un personaggio che non trova il suo posto nel mondo e che, poi, riesce a trasformare il suo svantaggio in un vantaggio. Ma in parallelo c’è anche la vicenda umana, quella di un uomo che ritorna dalla guerra e si trova senza un braccio, senza moglie e senza lavoro. Anche lui è alla ricerca del suo posto nel mondo, così come gli altri personaggi in Dumbo. Sono delle belle tematiche dipinte in una cornice molto semplice. (…) È un film d’epoca che tocca diversi temi ma non cercavo di copiare i titoli del notiziario di oggi» (Tim Burton)

«Le intenzioni di Tim Burton (e della Disney che l’ha voluto per questo film) sono subito chiare: Dumbo entra in scena come un freak. È tenuto nascosto nella paglia dalla madre e quando viene scoperto è subito soggetto al ludibrio, è un diverso deriso. In quell’istante Tim Burton esegue due movimenti allo stesso tempo. Prima stabilisce il protagonista come un outsider e poi il circo come la sua casa, una famiglia che proprio in quel momento ci appare come composta da emarginati che insieme formano un gruppo. Questa volta non deve adattare (…) perché Dumbo è già una storia da Tim Burton, una di emarginazione in cui i diversi e gli esclusi si uniscono per trionfare su una massa che li disprezza fino a che non si dimostrano migliori di loro. Ma se il film originale era una storia di american dream, in cui per essere integrati bisogna trovare il successo, questo remake cerca di andare altrove, sbriga la trama che conosciamo in 20 minuti (con una valanga di riferimenti, citazioni e strizzate d’occhio alle scene e i personaggi più noti del film, tutti tranne i corvi, cancellati dalla memoria per il loro retrogusto un po’ razzista) e poi la supera sconfinando in una storia di umani e animali. Dumbo sa volare e diventa la grande attrazione di un circo piccolo che a questo punto è interessante per i magnati dell’intrattenimento e dei parchi giochi. Il successo non è più il punto della storia, non ne è più la soluzione, non è quello che cercano i personaggi. Vogliono essere liberi, vogliono trovare la propria strada e la felicità.» (Gabriele Niola, BadTaste.it)