Final portrait – L’arte di essere amici

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Final Portrait – L’arte di essere amici
Final Portrait

un film di Stanley Tucci
con Geoffrey Rush, Armie Hammer, Tony Shalhoub,
Sylvie Testud, Clémence Poésy, James Faulkner
sceneggiatura: Stanley Tucci ● fotografia: Danny Cohen
montaggio: Camilla Toniolo
produzione: Olive Productions
distribuzione: Bim Distribuzione
Gran Bretagna, 2017 ● 90 minuti

v. doppiata in italiano

Stanley Tucci torna dietro alla macchina da presa con un film tratto dall’autobiografia di James Lord “Un ritratto di Giacometti”. L’affascinante ritratto di un genio e la storia di un’amicizia tra due uomini profondamente diversi, eppure uniti da un atto creativo in costante evoluzione

Nel 1964, durante un breve viaggio a Parigi, lo scrittore americano e appassionato d’arte James Lord incontra il suo amico Alberto Giacometti, un pittore di fama internazionale, che gli chiede di posare per lui. Le sedute, gli assicura Giacometti, dureranno solo qualche giorno. Lusingato e incuriosito, Lord accetta. Non è solo l’inizio di un’amicizia insolita e toccante, ma anche – visto attraverso gli occhi di Lord – di un viaggio illuminante nella bellezza, la frustrazione, la profondità e, a volte, il vero e proprio caos del processo artistico.

«Sono un grande appassionato del lavoro di Giacometti. Lo sono sempre stato. A un certo punto ho cominciato a leggere di tutto su di lui, compreso il libro da cui è tratto questo film, Un ritratto di Giacometti. Saranno più di vent’anni che me lo porto dietro. Ho scritto questo film dieci anni fa, o anche più. Mi ha sempre interessato il processo creativo: perché un artista fa quello che fa, il rapporto col suo lavoro e con la società. E’ un processo che Lord e Giacometti raccontano molto bene in questo libretto, senza ombra di dubbio uno dei migliori mai scritti sul tema. Dovrebbe essere la Bibbia di chiunque lavori in campo artistico. Giacometti è stato uno degli artisti più colti del suo tempo. Ed era anche molto spiritoso e dotato di un gran senso dell’umorismo.» (Stanley Tucci)

«Il Final Portrait di Stanley Tucci è un inno e un omaggio all’arte e al processo creativo che si cela dietro ogni opera, non soltanto la storia di un ritratto travagliato e del suo autore. Se Armie Hammer è un modello paziente e gentile, nonostante la frustrazione, Geoffrey Rush è un Alberto Giacometti folle e geniale, misurato e irregolare, complesso e superficiale, vero valore aggiunto del film. Film che, senza mai peccare di presunzione, si lascia guardare con gusto, trasportando lo spettatore all’interno della storia. I sentimenti cangianti di James Lord diventano i medesimi del pubblico, nella frustrazione e nella gioia, grazie a una sceneggiatura e a una direzione generale ben realizzati.» (Aurelio Vindigni Ricca, everyeye.it)