Il diritto di contare

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Il diritto di contare ● HIdden Figures

un film di Theodore Melfi
con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst,
Jim Parsons, Glen Powell, Mahershala Ali, Aldis Hodge
soggetto Margot Lee Shetterly ● sceneggiatura Theodore Melfi, Allison Schroeder
fotografia: Mandy Walker ● montaggio: Peter Teschner
produzione: Chernin Entertainment, Fox 2000 Pictures
distribuzione: 20th Century Fox
Stati Uniti, 2016 ● 127 minuti

v. doppiata in italiano

Oscar 2017, nomination come Miglior film, Miglior attrice non protagonista, Migliore sceneggiatura
non originale ● Screen Actors Guild Awards, Miglior cast; Satellite Awards, Miglior cast

Sembra strano ma nel 2017 sono ancora rari i film nei quali le donne sono protagoniste, e altrettanto rari quelli in cui i protagonisti sono neri. Il diritto di contare riunisce le due caratteristiche, non per lanciare sfide ma per raccontare una storia di riconoscimento e conquista ormai consolidata e universalmente condivisa. Eppure la storia continua e continuerà a ripetersi…

Tre donne afroamericane, Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson lavorano alla Nasa e sono le menti brillanti che hanno messo a punto il primo programma di missioni spaziali che ha portato in orbita uomini come l’astronauta John Glenn. Anche loro però sottostanno alle leggi razziali segregazioniste e all’arroganza di colleghi e superiori bianchi. Il film racconta la loro storia, quanto con la loro bravura e competenza abbiano aiutato a contrastare gli stereotipi e ad abbattere a poco a poco le barriere.

«Due anni fa la mia agente mi ha detto che mi sarei incontrata con Donna Gigliotti (produttrice) per un progetto su queste tre matematiche che hanno aiutato John Glenn (Glen Powell) nel nostro programma spaziale e ho pensato ‘Ok; presumo sia una fiction storica come The Help‘, perché ho visto ogni tipo di film su questo argomento e non ho mai sentito nominare nessuna donna, men che meno una donna afroamericana. Poi ho scoperto che si trattava di una storia vera, ero senza parole. Le ho detto che volevo farne parte ad ogni costo.
C’è una dissonanza cognitiva quando penso alle donne afroamericane di quel tempo ed ai loro contributi. Non c’è nessun precedente per questo film; anche con The Help c’erano tre donne di colore, ma la protagonista era una ragazza bianca. C’è un pubblico che aspetta storie come questa, di donne che lavorano e hanno successo. » (Octavia Spencer)

«Sono state le donne ad incoraggiare Margot Lee Shetterley a scrivere finalmente la storia delle matematiche di colore della NASA. Un capitolo, come lei precisa raccontando la genesi del suo romanzo, legato ad uno dei momenti più significativi del XX secolo, la conquista dello spazio da parte degli americani in lacerante competizione coi sovietici. “Troppo spesso nella storia i loro ritratti, i nostri ritratti, di donne di colore – prosegue – sono stati gravati dalla retorica negativa e dalla vulnerabilità che derivano dall’essere sia di colore che donne”. La retorica non grava assolutamente, invece, sul film che Theodore Melfi ha tratto da quelle belle pagine (ed. Harper Collins) gestendo in modo assai narrativo e avvincente, battaglie, umiliazioni e successi delle calcolatrici dell’Area ovest, quella dove loro erano isolate, e attorno un muro di omertà, se non di indifferenza. A Langley, in Virginia. L’America, dunque, proprio in questo anno di elezioni piuttosto sconvolgenti, si sveglia, ricorda, racconta. Erano gli anni in cui la segregazione era legalizzata e la discriminazione razziale un fatto comune. Il titolo italiano del film, Il diritto di contare, gioca quindi brillantemente su un doppio significato: diritto di valere in quanto professioniste e quello di destreggiarsi tra calcoli e cifre. Entrambi senza discriminazioni.» (Luca Pellegrini, Cinematografo.it)