Il verdetto

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Il verdetto ● The Children Act

un film di Richard Eyre
con Emma Thompson, Fionn Whitehead, Stanley Tucci, Ben Chaplin
sceneggiatura: Ian McEwan
fotografia: Andrew Dunn ● montaggio: Dan Farrell
musiche: Stephen Warbeck
produzione: Toledo Productions
distribuzione: BIM
Gran Bretagna, 2017 ● 105 minuti

v. doppiata in italiano

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Il regista di Diario di uno scandalo porta sullo schermo, insieme allo scrittore, l’adattamento del romanzo “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwan. Fra etica e intimità, vita professionale frenetica e vita privata, il racconto di un dramma morale che si interroga sul peso della giustizia, sul senso della parola responsabilità.

mercoledì 14 novembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

giovedì 15 novembre 21:15 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

sabato 17 novembre 19:00 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

domenica 18 novembre 19:00 ▪︎ Cologno Monzese ▪︎︎ peppino impastato

Mentre il suo matrimonio con Jack vacilla, l’eminente giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye è chiamata a prendere una decisione cruciale nell’esercizio del suo ruolo: deve obbligare Adam, un giovane adolescente, a sottoporsi a una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita? In deroga all’ortodossia professionale, Fiona sceglie di andare a far visita ad Adam in ospedale e quell’incontro avrà un profondo impatto su entrambi, suscitando nuove e potenti emozioni nel ragazzo e sentimenti rimasti a lungo sepolti nella donna.

«Con questo film abbiamo drammatizzato una scelta morale in modo esplicito, tutti si trovano a compiere scelte morali nella propria vita che non sono mai decisioni facili da prendere perché non si tratta di bianco e nero. Io provo un grande fascino verso questo tema per questo ho scelto di raccontare al cinema questa storia che racconta una scelta giuridica che è anche morale» (Richard Eyre)

«Richard Eyre si muove dentro le regole classiche del legal drama, ma riesce anche questa volta a porre al centro del film la grazia delle relazioni umane. Un gigantesco e rigoroso affresco delle questioni etiche più contemporanee che spesso si agitano nelle aule di tribunale. Eyre, ma prima di lui lo straordinario McEwan, sospende il giudizio e lascia allo spettatore il compito di decidere. (…) La forza dirompente del film è nella scrittura composta e austera che si trasferisce quasi naturalmente alle prove misurate e straordinariamente dense di umanità del cast. (…) Ognuno dei personaggi lascerà in questa storia la propria firma (…). Encomiabile la capacità del regista britannico di passare organicamente dai toni grigi e compassati del courtroom drama ad alcuni più leggeri, che trovano una naturale collocazione nello spazio della dimensione privata e intima.» (Elisabetta Bartucca, Movieplayer.it)