La mélodie

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La mélodie

un film di Rachid Hami
con Kad Merad, Samir Guesmi, Renély Alfred, Simon Daoud, Farid Brahimi
sceneggiatura: Rachid Hami, Guy Laurent, Valérie Zenatti ● fotografia: Jérôme Alméras
montaggio: Joëlle Hache ● musiche: Bruno Coulais
produzione: Mizar Films
distribuzione: Officine UBU
Francia, 2017 ● 102 minuti

v. doppiata in italiano

Venezia 2018: fuori concorso

La storia di una banlieu parigina, un riscatto possibile attraverso la passione per la musica.

Simon, un famoso musicista ormai disilluso, arriva in una scuola alle porte di Parigi per dare lezioni di violino. I suoi metodi d’insegnamento rigidi non facilitano il rapporto con alcuni allievi problematici. Tra loro c’è Arnold, un timido studente affascinato dal violino, che scopre di avere una forte predisposizione per lo strumento. Grazie al talento di Arnold e all’incoraggiante energia della sua classe, Simon riscopre a poco a poco le gioie della musica. Riuscirà a ritrovare l’energia necessaria per ottenere la fiducia degli allievi e mantenere la promessa di portare la classe ad esibirsi al saggio finale alla Filarmonica di Parigi?

«Una notte il mio co-sceneggiatore Guy Laurent mi ha chiamato per dirmi che aveva visto un reportage su dei ragazzi che suonavano musica classica nei quartieri. Ha pensato subito a me per realizzare un film su questo soggetto. C’era effettivamente una risonanza tra quello che facevano questi bambini e il mio percorso personale. Ho preso contatti con i responsabili di Démos, un programma d’educazione musicale e orchestrale con una vocazione sociale, supportato dalla Filarmonica di Parigi – ai quali ho portato il mio documentario, dopodiché mi hanno aperto le porte affinché io potessi seguire i gruppi dei ragazzi. Ho cominciato a sviluppare dei legami con questi ragazzi. Man mano che li osservavo nel loro lavoro con i professori, una storia si è creata nella mia testa, e un ragazzo che suonava il violino che avevo incontrato a Belleville mi ha ispirato il personaggio di Arnold. Non è solo una questione di cinema e di realtà sociale. In La mélodie c’è il desiderio di tradurre in immagini e parole una devozione alla vita e all’arte di fronte a situazioni difficili (miseria, violenza, abbandono, integrazione) dalle quali ognuno cerca di fuggire, e la voglia di affrontare le disillusioni della vita per meglio esprimere i motivi della speranza.» (Rachid Hami)

«Non ci vuole molto a capire che l’asso nella manica de La mélodie è la passione, una passione autentica, capace di sciogliere il cinismo dello spettatore più prevenuto (ossia quello che si ritiene troppo raffinato ed elitario per emozionarsi con una storia così “comune”), proprio come i ragazzini riescono a far breccia nel disincanto di Simon, il quale passa dal considerarsi superiore a loro all’empatia totale, cambiando persino filosofia di vita e sostituendo così il tipico mantra di chi vede unicamente il traguardo da raggiungere (“Solo i migliori ce la fanno”) con il ben più importante (a livello umano) “Nessuno va lasciato indietro perché tutti sono fondamentali”. Uno dei quei film che fanno bene all’anima, dove la semplicità è un valore aggiunto e indispensabile.» (Francesca Andreoli, cinematografo.it)